A Montorio il prete anticamorra

4 Maggio 2019

Don Luigi Merola agli alunni della scuola media: «Uniti contro la criminalità»

MONTORIO AL VOMANO. «Per combattere la criminalità organizzata è necessario essere dei buoni cittadini e fare squadra contro un male che c’è e affligge tutta la penisola. Rimanere soli ci fa essere perdenti». Sono queste le parole che ieri mattina don Luigi Merola, sacerdote napoletano da anni in prima linea nella lotta alla camorra, ha rivolto agli alunni delle prime e seconde della scuola media “ B. Croce” di Montorio al Vomano. L’ incontro che si è svolto nel cineteatro comunale è stato organizzato dall’Istituto comprensivo Montorio-Crognaleto e dalla “Biblioteca del Ricordo” con il patrocinio dell’amministrazione comunale ed è il primo di una serie di appuntamenti de “Il Maggio dei Libri”. Il sacerdote che è anche scrittore ha parlato del suo libro "Oltre ogni speranza" raccontando la propria storia e quella di uomini che con coraggio hanno lottato contro le mafie, anche perdendo la vita. «A Forcella ho cercato di contrastare i clan e mi sono fatto tanti nemici. Così hanno tentato di uccidermi», ha detto don Luigi ai ragazzi , «non è normale che un prete abbia la scorta e nell’Italia dell’ignoranza prima dei preti antimafia abbiamo bisogno che tutti facciano il proprio dovere, che ci sia un’educazione alla responsabilità. Io vi ho portato gli anticorpi per immunizzarci contro le mafie». Don Luigi è stato, infatti, parroco a Forcella, uno dei quartieri più difficili di Napoli dove ha svolto l’opera di recupero dei ragazzi di strada per la quale ha ricevuto minacce dalla camorra ed è finito sotto scorta. Nel 2007 ha fondato “A Voce d’ ‘e Creature”, una fondazione con la quale ha proseguito il recupero minorile e oggi gira le scuole per difendere la legalità e togliere manovalanza alla camorra. «La scuola deve riprendersi il suo ruolo insieme alle famiglie spesso assenti» ha aggiunto. Soddisfatta la dirigente scolastica Eleonora Magno. «Questo incontro è stato speciale», ha concluso, « carico di significati e straordinariamente coinvolgente. Gli alunni non finivano più di fare domande e anche attraverso queste iniziative si fa educazione civica».
Adele Di Feliciantonio
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