«A Nepezzano pericolo ignorato»

19 Febbraio 2017

D’Alberto (Pd): ancora nessuno mette in sicurezza il campanile lesionato

TERAMO. Sono passati quasi due mesi dalla dichiarazione d'inagibilità della chiesa di Nepezzano ma finora non è stata adottata alcuna misura di messa in sicurezza. A riportare l'attenzione sul problema, segnalato nei giorni scorsi dai residenti della zona, è il capogruppo del Pd in consiglio comunale Gianguido D'Alberto. «Nonostante i ripetuti solleciti», fa sapere, «nessuno ha avviato opere di protezione del campanile lesionato dal sisma e della zona circostante». Secondo D'Alberto bisogna chiarire al più presto a chi spetta l'onere dell'intervento, se alla parrocchia o al Comune, e di conseguenza adottare le misure necessarie per garantire l'incolumità dei cittadini. «Dietro alla chiesa», evidenzia infatti il capogruppo dem, «c'è un passaggio che conduce all'asilo e comunque si tratta di una zona ad alta densità abitativa, per cui è indispensabile evitare pericoli».

Nessuno però per il momento si è assunto la responsabilità di dare seguito al provvedimento firmato dal sindaco Maurizio Brucchi. L'ordinanza tra l'altro, come per tutti gli atti dello stesso tipo emessi negli ultimi mesi, indica 45 giorni di tempo per il ripristino delle condizioni di sicurezza dell'edificio. «Il termine è scaduto senza che sia stato avviato alcun intervento sebbene richiesto», insiste il capogruppo del Pd, «a questo punto bisogna chiarire se c'è davvero un pericolo e allora non si può prescindere dalla messa in sicurezza immediata della struttura, oppure perché è stato adottato un provvedimento di chiusura della chiesa dichiarandola inagibile in assenza di un'effettiva urgenza». (g.d.m.)

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