A Perugia il processo bis per l’assassinio di Tizi

22 Maggio 2019

Martinsicuro, a luglio i quattro imputati di omicidio volontario di nuovo in aula  La Cassazione ha rinviato gli atti alla corte d’appello per rideterminare le pene 

MARTINSICURO. Torna in aula il processo per l’omicidio di Roberto Tizi, il 35enne originario di Petritoli (Fermo) che nel 2015 venne freddato con due colpi di pistola davanti agli occhi della sua compagna, a Martinsicuro. Dopo il provvedimento con cui la Cassazione ha annullato le quattro condanne, il nuovo processo inizierà il 10 luglio davanti alla corte d’appello di Perugia. Nel dicembre scorso i giudici della Suprema Corte, nell’accogliere il ricorso dei difensori dei quattro imputati, hanno annullato le condanne rinviando gli atti alla corte d’appello di Perugia (competente in questo caso) per rivedere l’entità della pena. Resta l’omicidio volontario aggravato ma la pena va rivista per tutti in considerazione di quello che per la Cassazione è il mancato riconoscimento di un aggravante.
Nel novembre del 2017 il 49enne albanese Arjan Ziu, che il giorno dopo il fatto confessò di aver sparato per vendicarsi di una lite, era stato condannato a 30 anni dalla corte d’appello dell’Aquila che aveva riformato la sentenza di primo grado al termine della quale l’uomo (assistito dall’avvocato Tiziano Rossoli) era stato condannato a 18 anni con rito abbreviato. Allora gli erano state riconosciute le attenuanti generiche che, in Appello, non erano state ritenute applicabili. Una nuova valutazione giuridica del fatto, dunque, che aveva portato i magistrati di secondo grado a stabilire una condanna molto più pesante per l’uomo. I giudici aquilani all’epoca avevano ridotto le condanne stabilite in primo grado per Mikele Ziu, 50 anni (fratello di Arjan), i due figli di quest'ultimo Rudy di 24 anni e Antonio di 18 anni (assistiti dagli avvocati Antonio Valentini e Maurizio Cacaci): per i primi due la pena era scesa da 17 a 16 anni, mentre per il terzo da 17 a 12 anni. La compagna della vittima si era costituita parte civile assistita dall’avvocato Massimo Di Bonaventura. Tizi fu ucciso con due colpi di pistola calibro 6,35 sparati da Arjan Ziu appena giunto sotto casa. Il primo colpo lo raggiunse mentre era ancora in auto. Un vero e proprio agguato, secondo la Procura, con i quattro che dopo gli spari esplosi da Arjan Ziu infierirono sull'uomo prendendolo a calci in testa mentre era a terra. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori l'agguato mortale sarebbe stato una vendetta per una discussione per futili motivi avuta qualche ora prima dalla vittima con Arjan Ziu. A fornire un grosso contributo alle indagini erano state soprattutto le immagini catturate da alcuni di impianti di videosorveglianza.
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