«A picco per il licenziamento di mia moglie»

La storia di una coppia: siamo rimasti con 1.400 euro al mese per pagare l’alloggio e gli studi
TERAMO. Vecchie e nuove povertà. Come quella della famiglia di L.T., 60enne impiegato statale. Fino a qualche anno fa erano in due a portare lo stipendio a casa: lui e la moglie segretaria in uno studio commerciale. Ma dopo vent’anni di lavoro lei è stata messa alla porta per riduzione di personale. E così sono rimasti con il solo stipendio di circa 1400 euro per pagare gli ultimi sette anni del ventennale mutuo di casa, le spese universitarie per le due figlie e tutto il resto. «Dove tutto il resto certamente non è la macchina nuova o le vacanze», racconta L.T. Lui e la moglie hanno tentato fino all’ultimo di andare avanti senza chiedere niente. «Perchè ci sembrava una sconfitta», continua, «ma arrivare a fine mese era diventato veramente difficile con il rischio di far saltare equilibri precari con una spesa improvvisa». Che è arrivata con la necessità di far fronte a dei lavori condominiali. «A quel punto ci siamo accorti che non potevamo più farcela e qualche rata del mutuo l’abbiamo saltata accorgendoci da subito che poteva essere una strada senza uscita», dice L.T., «e allora un nostro amico commercialista ci ha parlato di questa legge e di come fare per presentare la richiesta. Ci ha preparato lui un piano di rateizzazione inserendo tra le spese anche quelle per sostenere gli studi universitari delle nostre figlie che frequentano dei corsi di laurea a Teramo e Pescara perchè è evidente che già quando si sono iscritte hanno dovuto scartare l’idea di andare fuori regione. Ma questo non è mai stato un problema. Però quando mia moglie ha perso il lavoro ci siamo resi conti che anche sostenere le spese dei loro studi in Abruzzo stava diventando sempre più difficile».
Il loro piano di rateizzazione del debito è stato spalmato in un arco di tre anni. «Stiamo molto attenti alle spese ma in questo modo riusciamo a garantire un futuro alle nostre figlie e un presente a noi tutti», conclude l’uomo, «perchè comunque non ci sono solo le rate del mutuo di casa o le spese per l’università. Ogni giorno bisogna fare la spesa e noi la facciamo esclusivamente nei discount, pagare le bollette, le multe automobilistiche quando purtroppo arrivano e far fronte alle spese mediche». (d.p.)
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