A processo per le botte alla moglie

Teramano di 31 anni rinviato a giudizio: la donna picchiata davanti al figlioletto
TERAMO. Va a processo per aver maltrattato, picchiato e minacciato di morte la moglie davanti al figlioletto di pochi anni. Un trentenne teramano nei giorni scorsi è stato rinviato a giudizio dal gup Marco Procaccini.
Secondo le accuse della Procura, accuse tutte da dimostrare nel corso del processo, l'uomo in più occasioni avrebbe minacciato e picchiato la donna sua coetanea anche davanti al bambino. Violenze che sarebbero avvenute sia all'interno dell'abitazione e sia all'esterno, in particolare quando la donna era in compagnia di alcune amiche. Per questo, sostiene la pubblica accusa, la donna più volte sarebbe stata costretta a lasciare l'abitazione con il figlioletto. Successivamente ci sarebbero stati vari tentativi di riconciliazione tutti naufragati, secondo la ricostruzione della Procura, per la violenza dell'uomo. Quando la donna è tornata, infatti, sarebbero riprese botte e minacce di morte di vario genere. In particolare la pubblica accusa ne sottolinea una che sarebbe avvenuta l’anno scorso. In quell'occasione l'uomo con un coltello in mano avrebbe gridato alla donna: «se non tene vai ti accoltello». Successivamente, sempre secondo l'accusa, l'avrebbe percossa davanti al bambino.
Un episodio, quest'ultimo, che avrebbe innescato la decisione definitiva della donna di lasciare l'abitazione dell'uomo portando con sè il figlioletto. Successivamente la donna ha sporto denuncia nei confronti dell'uomo che ora è stato rinviato a giudizio. L'uomo ha sempre negato ogni addebito, sostenendo di non aver mai picchiato o minacciato la consorte. Nel corso del processo le accuse dovranno essere provate.(d.p.)
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