A processo quattro finti disoccupati

Sono accusati di aver percepito l’indennità Naspi senza averne i requisiti: avrebbero nascosto un lavoro nero
TERAMO. Le cronache giudiziarie a raccontare i furbetti dell’autonoma sistemazione, del reddito di cittadinanza e ultimamente della Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego. Nei fatti una sorta di indennità di disoccupazione da percepire solo con determinati requisisti. E laddove non ci sono?Allora si dichiara il falso. Come, secondo l’accusa della Procura teramana, avrebbero fatto i quattro teramani finiti a processo per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Avrebbero illegittimamente percepito la Naspi per svariati mesi. Complessivamente circa diecimila euro ciascuno. Il tutto depredando bilanci pubblici sempre più asfittici in una fiera dell’assurdo che diventa scandalo solo quando scatta l’inchiesta della magistratura.
Come è successo anche in questo caso. Secondo l’accusa i quattro, che si muovono singolarmente e non risultano aver lavorato per la stessa impresa, hanno presentato l’istanza per ricevere l’indennità di disoccupazione, ovvero la Naspi, ma senza averne i requisiti. I casi sono finiti in alcuni fascicoli del pm Stefano Giovagnoni che, a conclusione delle indagini, ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per i quattro. Secondo i riscontri di investigatori e inquirenti in alcuni casi gli indagati avrebbero dichiarato di essere stati dipendenti di aziende e di essere stati licenziati. Ma quando sono partite le verifiche per accertare l’autenticità delle domande sono emersi degli aspetti che hanno sollevato sospetti. Sospetti che alla fine degli accertamenti si sono rivelati fondati. Negli altri casi, invece, avrebbero certificato di non avere altre occupazioni e invece sarebbero stati impegnati in lavori svolti in nero. L’indennità di disoccupazione Naspi è una prestazione Inps a sostegno del reddito dei lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro. Oltre ad essere disoccupati, è necessario aver versato nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione almeno tredici settimane di contribuzione. Si considerano anche le contribuzioni dovute e non versate aver maturato almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Le giornate di lavoro effettivo richieste dalla norma sono le giornate di effettiva presenza al lavoro a prescindere dalla loro durata oraria. Per ottenere lo stato di disoccupazione, che apre poi la strada al sussidio, è necessario dimostrare di non avere alcun tipo di occupazione, anche saltuaria, e dare disponibilità allo svolgimento di qualsiasi attività.
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