A rischio l’affidamento del teatro comunale

6 Aprile 2016

La società esclusa fa ricorso al Tar e chiede oltre un milione di risarcimento L’opposizione accusa: «Non si doveva dare la gestione a trattativa privata»

TERAMO. Ancora una tegola per il Comune di Teramo nella vicenda dell'affidamento del teatro comunale. Sulla consegna della struttura alla Solti, la società con cui il Comune ha avviato una trattativa privata dopo l'annullamento della gara, pende adesso un ricorso al Tar da parte dell'altra società inizialmente esclusa dalla gara per mancato raggiungimento del punteggio, la Stp consulting di Stefano Pierangeli, che adesso chiede al Comune anche un risarcimento danni per un milione e 200mila euro. Il caso che portò all'annullamento del bando scoppiò in seguito all'offerta condizionata da parte della Solti, che si era aggiudicata la gara ponendo vincoli e appunto "condizionando" il bando ad alcune osservazioni. Un fatto ritenuto inadeguato dall'avvocatura dell’ente, che riteneva la gara cristallizzata e non adattabile a vincoli posti dal proponente. Da qui il Comune è andato a trattativa privata.

La scelta è stata contestata dalle opposizioni ieri in commissione di garanzia. I consiglieri di minoranza si domandano come mai l'organo politico per una trattativa privata abbia scelto proprio la Solti come interlocutore. A chiarire gli aspetti procedurali della vicenda sono stati il legale Cosima Cafforio e il dirigente tecnico Remo Bernardi spiegando che la scelta è stata fatta in base alla validità della proposta emersa dalla ditta che si era aggiudicata inizialmente la gara rispetto alla seconda che in base ai requisiti sull'esperienza, sulle attività proposte e sui progetti di manutenzione dell'immobile non raggiungeva il punteggio minimo per l'ammissibilità.

Bernardi ha chiarito che si è trattato di una scelta politica finalizzata a dare continuità alle attività del teatro comunale, vista anche la scadenza della proroga ai vecchi gestori che non erano intenzionati a proseguire. Non farla avrebbe significato compromettere l'attività teatrale, su cui adesso si pongono nuovi interrogativi alla luce del ricorso che potrebbe compromettere la titolarità della gestione in capo alla Solti.

Critiche e dubbi hanno mosso i consiglieri di Pd e Movimento 5 stelle e Guido Campana sulla clausola posta dalla Solti in relazione alle 35 giornate concesse liberamente al Comune per le sue attività culturali, a patto che non fossero in concorrenza con quelle del gestore. «Avevo rilevato che quel bando era partito male ed ecco il risultato», ha detto Campana. E Gianguido D'Alberto del Pd: «Speravamo che questo bando arrivato dopo 30 anni potesse aprire una nuova stagione per le attività culturali. Invece il Comune si è dismesso della programmazione culturale, che è stata lasciata solo all'iniziativa privata, e per di più ha creato condizioni di precarietà e incertezza per le attività culturali proposte».

Marianna De Troia

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