A rischio le grandi opere del Masterplan

Gli ordini di ingegneri e architetti invieranno diffide a Regione ed enti locali per rivedere gli importi destinati ai progettisti
TERAMO. Lettere di diffida alla Regione e agli enti locali e possibili nuovi ricorsi rischiano di bloccare l’iter di alcune delle grandi opere previste nel Masterplan. I rappresentanti degli ordini professionali degli ingegneri e degli architetti di Teramo annunciano nuove iniziative dopo aver vinto davanti al Tar il ricorso contro la Regione che aveva abbassato l’importo dei compensi destinati ai progettisti del restauro della fortezza di Civitella. Compensi che qualche giorno fa gli stessi ordini professionali avevano definito «ridicoli». Ieri mattina c’è stata una conferenza stampa dove sono state preannunciate le prossime mosse. Dopo la sentenza del Tar dell’Aquila del 9 agosto scorso – riportata sul Centro dell’11 agosto – che ha dato ragione ai due ordini professionali circa l’importo lordo della progettazione che non segue i parametri di legge, ma quelli stabiliti dalla Regione, partiranno nei prossimi giorni le lettere di diffida alla stessa Regione, alle Province e ai Comuni, per la rivisitazione dei quadri economici di tutti i progetti finanziati dal Masterplan alla luce della decisione del tribunale amministrativo.
Una battaglia che va avanti da quando la Regione ha approvato, nel 2016, la Convenzione che fissa il tetto massimo di compenso variabile dal 6% all’8% ai tecnici progettisti indipendentemente dall’importo dell’opera contrastando il “ decreto parametri” che definisce un equo compenso per i progettisti e generando malcontento e proteste fra i tecnici che hanno portato la ricorso al Tar. «Questa è una sentenza di portata nazionale», dice Agreppino Valente, presidente dell’ordine degli ingegneri di Teramo, «che rimette al centro l’importanza della progettazione e della prestazione professionale del tecnico e ci permette di chiedere attraverso delle lettere di diffida l’applicazione dei parametri del decreto. I progetti finanziati dal Masterplan potrebbero subire dei rallentamenti, ma è necessario rispettare le procedure». E varie opere importanti nella nostra provincia come il restauro della fortezza di Civitella, la ristrutturazione dell’ex mattatoio di Campo Boario e la realizzazione da parte dell’università di una “Cittadella della cultura” nell’ex manicomio di Porta Melatina rischiano di subire un arresto. «Il compenso tecnico stabilito dalla Regione è oltre la metà di quello stabilito dal decreto», osserva Raffaele Di Marcello, presidente dell’ordine degli architetti, «ed è per questo che chiediamo la sospensione delle procedure e la rivalutazione del quadro economico in tutti quei casi in cui ci sono compensi al di sotto dei limiti di legge. E ai prossimi giunta e consiglio regionale chiederemo di attivarsi con norme che tutelino le prestazioni professionali». La Convenzione della Regione Abruzzo stabilisce infatti «i parametri non tenendo conto anche della qualità dell’opera e regola anche le condizioni per l’edilizia scolastica», afferma Maurizio Fusilli, presidente della federazione degli ingegneri d’Abruzzo, «tutte cose da rivedere assolutamente». «Ciò che teniamo a dire è che la nostra non è una rivendicazione sindacale, ma c’è stata a livello regionale una delegittimazione della progettazione» conclude Giustino Vallese, presidente della Federazione architetti Abruzzo, «ma ciò che più ci indigna è che sono proprio gli enti pubblici a non rispettare le regole».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

