A Roseto quasi 200 ettari di terreni incolti

20 Novembre 2017

Esiste un progetto per darli da coltivare alle famiglie bisognose ma non viene portato avanti

ROSETO. Centinaia di ettari di terreni lasciati in abbandono, i cui proprietari non sembrano mostrare alcun interesse. Erbacce alte, incuria, appezzamenti che potrebbero essere sfruttati in altra maniera. L’ex vicesindaco e assessore con delega all’agricoltura, Maristella Urbini, aveva avviato contatti con i proprietari di queste aree disposti a cederle in comodato gratuito per essere coltivate da famiglie bisognose. «Avevo fatto un progetto ma purtroppo non sono riuscita a portarlo a termine», precisa Maristella Urbini, «con la polizia municipale si rilevò che c’erano circa 180 ettari di terreni incolti. Noi avremmo provveduto a creare dei piccoli lotti da assegnare ad alcune famiglie meno abbienti per il fabbisogno quotidiano. Ovviamente per i proprietari che avessero deciso di dare il loro terreno il Comune avrebbe potuto concedere delle agevolazioni in termini di tassazione o altro. Le famiglie assegnatarie, poi, avevano la possibilità di coltivare questi terreni per produrre, consumare o anche vendere, tramite una convenzione con il Comune. In questo modo si evitava di avere terreni incolti e, nel contempo, si dava lavoro alle famiglie bisognose».
Il lavoro della Urbini fu molto lungo (iniziò a metà 2014) e la sua intenzione era quella di rivalorizzare le zone collinari interne. Nel 2016, però, finì la legislatura e il progetto non è stato ripreso dall’attuale maggioranza. «Ora la delega è stata data a Nicola Petrini, che però ha già un impegno gravoso con l’assessorato ai lavori pubblici e», afferma Urbini, «è difficile che possa occuparsi con attenzione anche di agricoltura». L’assessore Nicola Petrini, che ha appunto la delega all'agricoltura, conosce il progetto della Urbini ma precisa i motivi della sua difficile attuazione. «È sicuramente un bel progetto ma è di difficile attuazione», spiega Petrini, «perché il Comune già soffre di mancanza di risorse e, se dovesse attuare delle agevolazioni per i privati che danno a disposizione questi terreni, il ritorno per l’ente sarebbe sconveniente. Non posso fare una cosa nella quale c’è una perdita per il Comune, soprattutto in questo periodo».
Luca Venanzi
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