A Sant’Omero l’investitore non si fermò

13 Aprile 2015

I precedenti in Abruzzo: sulle strade della regione l’anno scorso ci furono tre vittime

TERAMO. La morte di Rinaldo Di Lorito purtroppo non è un caso isolato. Ogni anno diversi ciclisti rimangono vittime di incidenti stradali, spesso mortali, che aumentano soprattutto nel periodo primaverile ed estivo, quando l’arrivo del bel tempo favorisce le uscite in bici.

L’ultimo incidente mortale in ordine di tempo si era verificato lo scorso 16 agosto nel Chietino, quando un ciclista di 48 anni, Giovanni Cicchini, era stato travolto da un furgone Opel Combo mentre percorreva un tratto della statale 16 tra San Salvo e Vasto. L’uomo era morto sul colpo, in seguito all’impatto avvenuto poco dopo le 17. Nonostante la richiesta di aiuto da parte del conducente del furgone, sul quale viaggiavano due persone, ogni tentativo di soccorso si era rivelato vano.

Nel Teramano, il 9 luglio 2014, un'auto condotta da un 24enne di Sant'Omero aveva investito Renzo Lanci, agente di polizia penitenziaria di 47 anni, che stava percorrendo in bici una semicurva sulla strada provinciale 17, in un tratto vicino a Floriano di Campli. Ad accorrere dopo l’incidente, avvenuto attorno alle 16,30, erano stati gli abitanti delle case a ridosso della strada. Il ragazzo alla guida dell’autovettura si era allontanato senza fermarsi lasciando l'uomo a terra, per poi costituirsi più tardi ai carabinieri della stazione di Bellante. In primo momento il ciclista, originario di Cortino, era stato ricoverato all'ospedale di Sant'Omero per politrauma. Successivamente era stato trasferito al "Mazzini" di Teramo, dove era poi deceduto per le gravissime ferite riportate. Qualche mese prima nel Pescarese, esattamente il 7 aprile 2014, un pensionato di Manoppello si era scontrato con un’autovettura, una Ford Fusion condotta da un 22enne, mentre pedalava lungo via XX settembre diretto verso casa intorno. L’incidente, verificatosi alle 11,15, era avvenuto su una strada sempre molto trafficata mentre bici e auto viaggiavano sulla stessa corsia in direzione Popoli-Pescara. Il giovane alla guida del mezzo si era fermato subito e aveva soccorso il ciclista a terra, chiamando il 118 e attendendo l’arrivo dell’ambulanza. Luciano Pecchia, questo il nome del 67enne, era deceduto la mattina seguente all'ospedale di Pescara dopo il ricovero in prognosi riservata nel reparto di rianimazione.

Chiara Di GIovannantonio

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