"A scuola con i vecchi orari", protesta anti-settimana corta a Giulianova

Un gruppo di genitori accompagna più tardi i figli e li riprende in anticipo alla scuola elementare di Colleranesco e alla De Amicis: "Non si possono cambiare le cose ad anno scolastico iniziato"
GIULIANOVA. È stata una forma di protesta passiva contro l’avvio della settimana corta alle elementari De Amicis e Colleranesco quella di alcuni genitori che ieri mattina hanno fatto entrare e uscire da scuola i propri figli con il vecchio orario. La settimana corta è ufficialmente partita ieri nelle primarie del I circolo, ma i genitori non si arrendono a quella che definiscono una decisione «antidemocratica e dittatoriale».
Erano una ventina, tra mamme e papà, a Colleranesco a riprendere i propri figli alle 12.50, anziché alle 13.30 come prevede la settimana corta, e altrettanti genitori si sono recati alla De Amicis a riprendere i figli allo stesso orario. Sul biglietto di giustificazione dell’uscita, i genitori hanno scritto, come motivazione, «rispetto dell’orario in vigore al momento dell’iscrizione». Quello che contestano i genitori non è tanto il cambiamento di orario, ma quanto il fatto che questo sia avvenuto ad anno scolastico già iniziato e senza avere prima chiesto il parere delle famiglie. La cosa che ha fatto maggiormente infuriare i genitori dei bambini delle elementari, poi, è stato il preavviso di soli tre giorni: la comunicazione ufficiale, infatti, è stata consegnata ai bambini giovedì scorso.
«Ci è stato negato il diritto di scegliere per i nostri figli», dichiara una mamma, Francesca Croci, «ma hanno anche stravolto le abitudini delle famiglie, che si sono dovute organizzare nel giro di due giorni. Da luglio, quando cioè hanno istituito la settima corta, avrebbero avuto tutto il tempo per aprire un dialogo. Invece la scuola si è attenuta solo ad un sondaggio fatto tra le classi uscenti di cui, tra l’altro, non abbiamo mai visto i risultati. Questo è il nostro modo per tutelare i nostri figli, non vogliamo denigrare nessuno». Con regolare permesso, dunque, i genitori hanno fatto entrare e uscire i figli seguendo il vecchio orario (8,20-12,50), chiarendo anche il fatto che, per i bambini di Colleranesco, il pulmino passa alle 7 del mattino, con tutto quello che comporta in termini di stanchezza e capacità di apprendimento.
«È una vergogna cambiare l’orario a metà anno», commenta Remo Iannetti, «non si riesce a capirne i motivi». «Premetto che non sono né a favore né contro la settima corta», interviene Emore Di Paolo, «ma, alcuni giorni fa, mi sono recato dalla preside per farle alcune domande. Ho chiesto se avesse il parere di un esperto che attestasse i livelli di apprendimento del bambino durante il lungo orario, l’opinione di un nutrizionista riguardo il pranzo sopra banchi del 1970 o se si fosse informata degli orari delle attività post scuola. La preside non aveva nulla da mostrare, solo la volontà di alcuni singoli per attivare la settima corta».
Margherita Totaro
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