A Silvi Paese si costituisce un comitato anti-movida

6 Febbraio 2021

SILVI. È pronto a costituirsi a Silvi Paese un comitato cittadino anti-movida. Sono state diverse le reazioni contrarie alle proposte scaturite dal recente confronto tra Comune, commercianti e...

SILVI. È pronto a costituirsi a Silvi Paese un comitato cittadino anti-movida. Sono state diverse le reazioni contrarie alle proposte scaturite dal recente confronto tra Comune, commercianti e ristoratori locali circa l’idea di rivitalizzare il borgo autorizzando più punti ristoro attrezzati sul belvedere. A intervenire in primis sul tema è un residente illustre, l’ex questore di Teramo Piero Innocenti, che afferma: «In particolare la zona a ridosso dello straordinario punto panoramico della Loggia già in questi ultimi anni si è trasformato in un grande "posto di ristoro" con gli intuibili inconvenienti che ne sono derivati per la concentrazione in spazi ridotti delle attività e della moltitudine di persone. Francamente, non si comprende l'esigenza di "ulteriori" punti food, in tutto il paese ce ne sono ben nove di cui buona parte concentrati nella zona della Loggia, spazio che dovrebbe essere rigorosamente riservato (con adeguato numero di panchine) ai tanti cittadini che vi si recano per godersi il panorama». Sulla necessità di creare in fretta un comitato cittadino la residente Pasqualina Cameli fa notare: «D’estate spesso non si possono aprire le finestre di casa poiché entrano fumi e cattivi odori di frittura che iniziano dalle 17 fino alla mezzanotte. Va bene lavorare, ma non si possono danneggiare i cittadini. Stiamo raccogliendo adesioni per formare un comitato che si interfaccerà con l’amministrazione per discutere di diverse criticità. Non condivido l’entusiasmo dimostrato dall’assessore Valleriani che pensa di risolvere il problema sporcizia mettendo più bidoni per la raccolta differenziata dei rifiuti nelle aree di consumo. Silvi paese non ha bisogno di una sagra all’aperto per tutta l’estate, serve un turismo più qualificato e qualificante. Così si stanno avvantaggiando pochissimi commercianti e non la cittadinanza». ( d.f.)
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