A veterinaria risonanza magnetica per grandi animali
La macchina sarà in funzione da aprile. È l’unica da Bologna a Lecce, sarà usata anche per prodotti industriali e alimenti
TERAMO. C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine l’ospedale veterinario dell’università di teramo avrà la risonanza magnetica per grandi animali. Sarà un bel passo avanti, non solo per l’Abruzzo: quando sarà funzionante la Rmn servirà un’ampia zona. Le più vicine di dimensioni tali da esaminare grandi animali come cavalli o mucche, in strutture pubbliche, infatti, sono a Bologna e Lecce.
La risonanza magnetica è stata fornita all’università di teramo nel 2015, ma non si può mettere in funzione in quanto sono necessari lavori per rinforzare il solaio e realizzare il cosiddetto bunker che dovrà contenerla. Un’apparecchiatura a risonanza magnetica viene infatti sempre racchiusa all’interno di una gabbia di Faraday, per schermarla da eventuali segnali esterni che potrebbero pregiudicare la qualità diagnostica dell’indagine. «Per i lavori di rinforzo del solaio e per la gabbia di Faraday abbiamo bandito le gare, che e scadono 15 marzo», spiega il rettore, Luciano D’Amico, «i tempi di ultimazione lavori, comprensivi di collaudo, sono stati fissati in 60 giorni. Noi speriamo che il 30 aprile la avremo in funzione». Recuperato il ritardo nello svolgimento delle gare, la nuova risonanza magnetica per grandi animali sarà una risorsa preziosa per l’università e la facoltà di veterinaria. «E’ l’unica per grandi animali da Bologna a Lecce, sulla costiera Adriatica», continua il rettore, «Ma un apparecchio del genere può essere usato anche per altri obiettivi, rispetto a quelli strettamente diagnostici: può essere utile anche per prototipi industriali e per controllare la stagionatura di prodotti alimentari. Insomma, può essere messa a disposizione di tutto il sistema produttivo se c'è necessità di fare indagini interne al prodotto, non zootecnico e agricolo». Con la risonanza si potrà controllare, ad esempio, la stagionatura prosciutto o anche l’essiccazione del legno. La risonanza magnetica è stata acquistata con un finanziamento relativo al 2014 nell’ambito del Piano nazionale del Sud. «Non è una macchina banale, le è stato riservato laboratorio», sottolinea D’Amico, «che mettiamo disposizione di chiunque interessato». Una macchina, dunque, che dà immagini dettagliate del corpo (e non solo) utilizzando campi magnetici e onde radio, senza esporre il paziente a radiazioni ionizzanti. (a.f.)
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