A vuoto i solleciti alla Regione sull’insabbiamento del porto

20 Marzo 2022

La comandante della guardia costiera ha chiesto invano di svolgere delle indagini batimetriche Nei pressi dell’imboccatura la profondità è di quattro metri e i pescherecci sfiorano il fondale

GIULIANOVA. Torri-faro, insabbiamento e ultimazione del prolungamento del molo nord. Caro-gasolio a parte, sono gli argomenti su cui si sta dibattendo da alcuni giorni nella marineria giuliese. Lasciando da parte il ripristino delle torri-faro per l’illuminazione pubblica portuale, che attendono una soluzione da circa nove mesi, sui restanti due aspetti si appuntano le preoccupazioni degli addetti.
Il problema dell’insabbiamento è un vecchio dilemma rimasto irrisolto e la stessa situazione sarebbe emersa anche a ridosso del molo Laudadio, dove si è depositata una quantità di sabbia non indifferente. Di questo aspetto si sarebbe interessata più di una volta Daniela Sutera, comandante del porto di Giulianova, al momento senza riscontri. La responsabile della guardia costiera più volte avrebbe invitato l’ente abilitato dalla Regione a svolgere indagini batimetriche nei pressi dell’imboccatrura del porto, dove le difficoltà sono maggiori. In alcuni punti la profondità è di quattro metri e ci sono pescherecci che normalmente pescano attorno a 3,5 metri e che in presenza di bassa marea, del pescato a bordo, del carburante in serbatoio e dell’equipaggio determinano un pescaggio a volte eccessivo che spesso determina lo sfioramento materiale del fondale. Quando c’è mare agitato il problema si accentua notevolmente e potrebbero verificarsi danni agli scafi dei pescherecci con maggiore tonnellaggio.
Altro aspetto che attiene alla sicurezza riguarda l’incompiuta del prolungamento del braccio collegato al molo nord. Com’è noto la parte completata verso sud-est è della lunghezza di 325 metri. Per l’ultimazione dell’intervento occorrerebbe realizzare un altro tratto di 91 metri e per il quale sono stati stanziati dalla Regione Abruzzo due milioni di euro. L’opera di prosecuzione finale però non può essere ancora appaltata. L’impossibilità di procedere dipenderebbe esclusivamente dal Provveditorato alle opere marittime Lazio Abruzzo e Sardegna, che non avrebbe ancora collaudato il tratto di scogliera già ultimato di 325 metri. Da qui l’impossibilità di procedere ulteriormente per realizzare la parte che ancora manca. Anche per questo problema il comandante Sutera ha interessato gli enti interessati (Regione e Provveditorato) invitandoli, per le loro competenze, a intraprendere tutte le iniziative utili tese al completamento dell’opera che, va ricordato, è in piedi dal 2016.
All’ultimazione del prolungamento del molo nord è collegato un altro intervento fermo: si tratta della sistemazione della scogliera del molo sud per la quale è stata stanziata la somma di 1,8 milioni. Anche in questo caso il comune denominatore è la sicurezza.
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