A14, cantieri per altri due anni: «Devono intervenire i prefetti»

Il deputato Sottanelli chiede a Stelo di riunire un tavolo istituzionale: «Non possiamo più aspettare» Ferrone (Cna): «Una beffa il cartello con la fine dei lavori a dicembre». D’Amico: disagi da compensare
TERAMO. Parte l’appello ai prefetti per i cantieri in A14. Il prolungamento di due anni dei lavori in autostrada, cui ha fatto riferimento il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini rispondendo a un’interrogazione del deputato rosetano di Azione Giulio Sottanelli durante il question time di mercoledì alla Camera, riaccende l’allarme sui disagi e rischi a carico di automobilisti e autotrasportatori. A sollecitare interventi destinati a risolvere la problematica non è solo il parlamentare che è anche coordinatore abruzzese del partito di Calenda, ma anche la presidente regionale della Cna Fita (federazione trasporti) Luciana Ferrone e il candidato presidente della Regione per il centrosinistra Luciano D’Amico.
TAVOLO IN PREFETTURA
«Le imprese e i cittadini abruzzesi non possono più attendere per la riapertura dell’A14», evidenzia Sottanelli, «non è il momento di strumentalizzare questa problematica a livello politico, bensì di trovare una soluzione percorribile e condivisa». Per questo il deputato invita il prefetto Fabrizio Stelo «a costituire un tavolo che riunisca associazioni di categoria, rappresentanti dell’Aspi, società concessionaria e responsabile dei lavori, rappresentanti del ministero, del Governo e i parlamentari del territorio interessato». Il parlamentare, nel sottolineare il danno di attrattività e immagine che le file create dai cantieri innescano per il territorio abruzzese, ribadisce che «il Governo non può continuare a rimandare la riconsegna integrale dell’infrastruttura».
L’ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA
Un intervento istituzionale è sollecitato anche da Ferrone secondo cui il prolungamento dei lavori definisce «un quadro emergenziale da gestire senza l’approssimazione che ha caratterizzato sin qui la vicenda». La presidente regionale di Cna Fita ricorda che il cartello sull’autostrada con cui si indica la fine degli interventi entro dicembre «suona come un’autentica beffa». Per Ferrone vanno «chiarite le responsabilità circa tempi e modi di gestione dell’appalto, individuate possibilità di integrare le maestranze utilizzate per ridurre i tempi, ma anche mettere a punto un piano d’emergenza». La presidente si sofferma sui danni all’autotrasporto. «In questi anni, code e ritardi dovuti ai lavori hanno provocato problemi gravissimi», spiega, «con perdita di competitività, aumento dei costi, rischi per la sicurezza delle persone e delle merci». Anche Ferrone auspica l’avvio di un confronto allargato. «A questo punto serve mettere intorno a un tavolo tutti gli attori della vicenda, con il coinvolgimento del mondo delle imprese, per programmare e condividere in modo responsabile un percorso complesso», conclude, «facciamo appello soprattutto ai prefetti dei territori coinvolti affinché si facciano parte attiva nel sostenere queste ragioni, mettano insieme tutti i soggetti, per evitare che danni si sommino ad altri danni».
SERVONO CERTEZZE
D’Amico ritiene lo slittamento dei cantieri un segno di «totale disorganizzazione». A detta del candidato presidente «occorre pretendere un maggiore coordinamento e una limpidezza di informazioni e di scadenze». Secondo lui la Regione deve anche pretendere «forme di compensazione per chi si serve di quell’autostrada, cittadini e imprese. Serve mettere a punto un meccanismo che ripaghi i disagi attraverso l’attenuazione dei costi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

