«Abbassiamo i toni e andiamo avanti»

11 Marzo 2018

Il sindaco Mastromauro invita gli alleati-rivali del Pd a concludere la consiliatura, ma la situazione resta molto tesa

GIULIANOVA. Mancano ancora poche ore per la resa dei conti. Alle 18.30 di domani, data scelta dal sindaco per la nuova riunione di giunta, si saprà se il Partito democratico avrà deciso di proseguire la corsa o se al contrario darà una nuova spallata alla traballante maggioranza di centrosinistra. Giornata di attesa dunque quella di ieri con il sindaco Francesco Mastromauro che, dopo le parole dure indirizzate al segretario cittadino del Pd Gabriele Filipponi, ha tenuto il profilo basso, in attesa della prossima mossa del partito da cui lui è uscito quasi un anno fa, il 20 marzo del 2017. Ed è un’attesa carica di domande quella che si sta consumando nel week end, ognuno aspetta le sue risposte ma il clima al vetriolo porta il primo cittadino a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, soprattutto in merito alle ragioni che sono alla base del clima di tensione tra le due anime della maggioranza amministrativa.
«Voglio sperare che la mia decisione di lasciare il Pd non sia la scaturigine di tutto», dice Mastromauro, «sarebbe grave. Ciò detto, il mio ruolo è quello di sindaco-capo dell'esecutivo di coalizione. Questo ho continuato a fare, senza confondere la politica con l’amministrazione della cosa pubblica. Convoco almeno una maggioranza a settimana, nelle quali si affrontano i temi amministrativi e si assumono, collegialmente, le decisioni. In questi mesi ho sempre chiesto ai consiglieri e ai gruppi di maggioranza di abbassare i toni, di evitare polemiche e frizioni, e di concentrarsi sul lavoro e sulle soluzioni. Debbo purtroppo registrare che ciò non è avvenuto. Ieri sono stato costretto ad intervenire perché la misura è colma e per richiamate, tutti, al senso di responsabilità che impone amministrare la cosa pubblica. Chiedo cioè di abbassare i toni e collaborare affinché l'ultimo anno di consiliatura sia proficuo nell'interesse della città». Il sindaco dice di non avere avuto nessun contatto con il Pd e neppure con Fabio Ruffini, assessore dimissionario che ieri l’altro ha rimesso il suo mandato ed è pure uscito dal Pd, quasi sbattendo la porta, come a dire che in quella compagine c’è chi sgomita troppo e che quindi è meglio approdare in lidi più tranquilli e rispettosi del lavoro altrui. «Non c’è nessuna novità sul fronte politico. Attendo le risposte che ho chiesto», conferma Mastromauro, «e nell'attesa, continuo a lavorare sodo, 18 ore al giorno, anche oggi, come faccio da nove lunghi anni, per adempiere al mandato di sindaco conferitomi dai cittadini. Per portare a compimento i residui obiettivi programmatici di mandato e per risolvere i problemi che emergono quotidianamente in città. Da buon padre di famiglia, cioè, mi occupo di amministrare la cosa pubblica». Se le divergenze si appianeranno, il prossimo appuntamento dell’amministrazione è quello con il bilancio di previsione per l’anno in corso, documento che deve essere approvato entro il 31 marzo.
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