Abbattuti altri pioppi Dall’opposizione proteste e un esposto

4 Ottobre 2024

Il consigliere Pantoli entra in cantiere, arrivano i carabinieri E Marconi chiede ai forestali di sequestrare i tronchi tagliati 

ALBA ADRIATICA. Il cantiere del lungomare va avanti e altri 25 pioppi non ci sono più. Il progetto di riqualificazione segue il cronoprogramma tecnico stilato dai professionisti incaricati. La “mattanza” dei pioppi a colpi di benna idraulica, così il gruppo Siamo Alba ha definito l’abbattimento degli esemplari, ha scatenato proteste anche se la maggioranza consiliare aveva chiaramente risposto all’opposizione che nulla sarebbe cambiato in ordine al progetto e che la fiducia nei tecnici – agronomo compreso – non veniva messa in discussione. Il corposo carteggio dice, fra le altre cose, che gli esemplari non sono recuperabili.
Nonostante questo, la protesta dei “no” al taglio dei pioppi ha assunto un livello tale che l’altro ieri il consigliere comunale di minoranza Renato Pantoli ha superato la recinzione del cantiere per protestare contro l’abbattimento degli alberi. Sono intervenuti i carabinieri, che hanno identificato l’esponente di Siamo Alba poi uscito dal cantiere. Una protesta lampo a cui aveva preso parte anche il capogruppo, Massimo Marconi, rimasto fuori dalla recinzione. C’è di più. Lo stesso Marconi ha presentato un esposto ai carabinieri forestali chiedendo il sequestro preventivo dei tronchi accatastati prima che vengano smaltiti. L’intento è di periziare, con un tecnico di fiducia di Siamo Alba, gli esemplari per capirne lo stato di salute e se davvero, come si sostiene, tutti erano malati o comunque in condizione di salute precaria e pericolosa tale da determinarne l’abbattimento. «Ho presentato via Pec mercoledì scorso, al Comune di Alba Adriatica, la richiesta di essere presente al taglio degli alberi e di essere assistito da un perito di nostra fiducia senza avere risposta», afferma Marconi che annuncia, per domenica prossima, un flash mob sul lungomare zona Bambinopoli rotonda Nilo, alle 10.30. Prende posizione anche il circolo di Fratelli d’Italia. «Quest’incresciosa vicenda sta esacerbando e dividendo tutta la cittadinanza fra chi è favorevole, chi è contrario e chi ritiene ci siano criticità più importanti», commenta la segretaria Rosita Schiavi, «aumenta la discordia e viene meno quell’armonia indispensabile per una comunità proficua e costruttiva. Siamo ad appellarci al sindaco, agli assessori, ai consiglieri, ai responsabili tecnici, alle associazioni ambientali, finanche agli organi sovracomunali e a chiunque di competenza possa aiutarci a dirimere la delicata matassa: in nome del diritto a una democrazia trasparente e partecipata, per favore, che la verità emerga unica e incontrovertibile e restituisca alla cittadinanza la giusta serenità per poter procedere equilibratamente verso un futuro più edificante».
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonietta Casciotti in consiglio comunale aveva fornito tutte le delucidazioni, carte alla mano, attraverso l’intervento del consigliere Luca Falò. Evidentemente, però, nonostante i pareri degli esperti e il nulla osta degli organismi superiori, il dubbio di tanti resta.
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