Abbattuto il rudere, la Gammarana respira

Il presidente del comitato di quartiere soddisfatto, ma chiede la bonifica dai rifiuti abbandonati
GIULIANOVA. Dopo quattro anni di battaglie esulta il comitato di quartiere della Gammarana guidato dall'ingegnere Alfonso Marcozzi per l'abbattimento del caseggiato pericolante in via Tripoti. Mercoledì una pala meccanica ha abbattuto il rudere, che è stato oggetto di numerose proteste da parte dei residenti che temevano per l'incolumità di passanti e automobilisti. Preoccupazioni aggravate dal fatto che le ultime ondate di maltempo avevano provocato il crollo di un solaio rendendo ancora più instabile l'edificio.
Ma nel mirino delle polemiche, culminate con una raccolta firme e un esposto, finirono anche le condizioni di degrado delle aree limitrofe al caseggiato diventato ricettacolo di immondizia e topi. Sulle lungaggini trascorse per la soluzione definitiva del problema hanno pesato, oltre agli accordi da trovare per gli eredi, anche i problemi tecnici da risolvere per le reti elettriche e telefoniche che non potevano essere interrotte senza causare danni al quartiere. Una volta eseguiti i lavori di bypass delle linee si è potuto procedere all'abbattimento.
Adesso tuttavia il presidente del comitato di quartiere Marcozzi chiede un ulteriore sforzo ai proprietari: quello di bonificare le aree limitrofe dai materiali di risulta e dai rifiuti che giacciono abbandonati nei paraggi dopo l'ultima operazione di bonifica. «Sono rimasti abbandonati materiali inquinanti sulle aree di risulta» spiega Marcozzi «noi non vogliamo fare la guerra a nessuno, ma solo offrire il nostro impegno e la nostra attenzione alla cura degli spazi prospicienti alle aree pubbliche e al decoro dei luoghi urbani in cui viviamo tutti». (m.d.t.)
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