Aborto, in un convegno il ricordo delle battaglie per la legge

TERAMO. “Donna (è) Salute”, un convegno su salute femminile e legge 194 è quello che si terrà in municipio oggi alle 17. L’obiettivo dell’incontro, patrocinato da Comune, Consigliera di parità e...
TERAMO. “Donna (è) Salute”, un convegno su salute femminile e legge 194 è quello che si terrà in municipio oggi alle 17.
L’obiettivo dell’incontro, patrocinato da Comune, Consigliera di parità e Commissione di pari opportunità della Provincia è riportare l’attenzione sulla medicina di genere e sulla salute delle donne, dopo quasi 40 anni dall'entrata in vigore della legge 194 sull'aborto. Ma vista la coincidenza con la morte di Marco Pannella, per cui sarà allestita una camera ardente dopo poche ore nella stessa sala, sarà anche l’occasione per ricordare il suo determinante impegno nell’approvazione della legge. «Fondamentali», ricorda Lucia Verticelli, della segreteria regionale del Pd, «furono le battaglie del Partito Radicale, del Partito Socialista, del movimento femminista. Le donne negli anni 70 furono determinanti e finalmente venivano ascoltate. La legge 194 fu il risultato di uno scontro molto feroce rispetto alla possibilità di far decidere soprattutto le donne. Ci furono varie proposte di legge e molte prese di posizione (esclusi i Radicali) che, invece, andavano in senso opposto». Il convegno sarà aperto dal sindaco Maurizio Brucchi. Interverrà poi Maria Amato, medico e deputato abruzzese, che parlerà di “Medicina di genere”. A seguire, prenderà la parola Anna Marcozzi, primario dell’ostetricia e ginecologia dell'ospedale i di Teramo con un intervento su “Legge 194: 40 anni dopo”. Infine, Gilda Di Paolo, responsabile del Servizio di ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza di Giulianova, interverrà su “Giovani donne e salute sessuale”. «Oggi più che mai è necessario dedicare maggiore attenzione all’universo della salute femminile, con un occhio di riguardo alle leggi che ne regolano aspetti importanti, come l'interruzione volontaria di gravidanza», conclude Anna Marcozzi.

