Abruzzesi in India, ore decisive per il rientro

21 Ottobre 2022

Legali e consolato al lavoro per ultimare le procedure necessarie per far tornare i quattro in Italia

TERAMO. Avvocati e funzionari del consolato italiano a Mumbai continuano a lavorare per ultimare le ultime procedure necessario per il rientro in Italia dei due giovani abruzzesi e dei loro due amici marchigiani fermati in India nei primi giorni di ottobre con l’accusa di aver imbrattato dei treni con dei graffiti e tornati da poco in libertà. Il 21enne Daniele Starinieri di Spoltore, il 24enne Gianluca Cudini di Tortoreto, il 29enne Baldo Sacha di Monte San Vito in provincia di Ancona e il 27enne Paolo Capecci di Grottammare, nell’Ascolano, da mercoledì sono in un hotel di Mumbai. I loro telefoni cellulari restano sotto sequestro e per il per il momento i tempi del rientro non sono stati ancora stabiliti. È ipotizzabile che i quattro non rientrino in Italia prima della fine del mese per consentire il disbrigo di tutte le procedure necessarie. È ipotizzabile che successivamente i giovani dovranno rientrare in India per il processo in cui sono imputati per violazione di domicilio e danneggiamento. La liberazione è arrivata dopo i provvedimenti con cui nei giorni scorsi i due giudici di Mumbai e Ahmedabad, le località in cui secondo l’autorità indiana sono stati commessi i reati, hanno accolto l’istanza di libertà su cauzione. Dopo l’udienza di sabato a Mumbai con il pagamento di circa 40mila rupie indiane, circa 600 euro, lunedì c’è stata la seconda udienza ad Ahmedabad dove i quattro sono accusati oltre che di violazione di domicilio per essere entrati in un’area riservata ai treni anche di danneggiamento per aver fatto i graffiti sui treni. In questi giorni di fermo i ragazzi sono sempre stati assistiti dai funzionari del consolato italiano e tramite loro hanno potuto mettersi in contatto con i familiari in Italia. I giovani sono accusati di aver imbrattato, nei primi giorni di ottobre, due convogli della nuova metropolitana della città indiana poco prima dell’inaugurazione da parte del primo ministro indiano Narendra Modi: i quattro sarebbero stati ripresi dalle telecamere mentre entravano nel deposito dei mezzi per scrivere la parola “Tas” su alcuni convogli. Una scritta che, inizialmente, ha portato anche all’intervento del reparto antiterrorismo della polizia indiana (ipotesi che non è stata assolutamente contestata a nessuno dei quattro italiani). I familiari dei ragazzi sono assistiti dagli avvocati Francesca Di Matteo e Vito Morena.(d.p.)
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