abruzzo civico sull’ospedale di atri

2 Novembre 2017

ATRI. I cardiologi del San Liberatore tornino ad installare i pacemaker. L’appello è di Abruzzo Civico di Atri che sottolinea ai vertici della Asl e alla Regione «la grave situazione che si riscontra...

ATRI. I cardiologi del San Liberatore tornino ad installare i pacemaker. L’appello è di Abruzzo Civico di Atri che sottolinea ai vertici della Asl e alla Regione «la grave situazione che si riscontra nel servizio di cardiologia dell’ospedale di Atri a causa della non possibilità dei medici del reparto di istallare pacemaker ai pazienti che ne hanno necessità.
Pur avendo medici professionalmente preparati, purtroppo gli stessi non possono eseguire gli interventi da cinque anni per scelte discutibili, regionali e aziendali, compiute dal centrodestra anche su questo importante servizio».
Il coordinatore cittadino di Abruzzo Civico, Paolo Basilico, ricorda che sono tanti i casi, anche recenti, di pazienti che sono costretti ad attendere anche diversi giorni per essere operati a Teramo o Giulianova, «con gravi rischi per la salute, soprattutto nei pazienti anziani che possono avere gravi complicanze a causa di questo ritardi, nonché di maggiori costi per trasporto e degenza in altri ospedali». Da qui la richiesta, ad Asl e Regione, di ripristinare al più presto un servizio che per anni è stato svolto con professionalità nel reparto di cardiologia del San Liberatore «ben sapendo che una delle cause maggiori di decesso sono gli infarti. Siamo fiduciosi che, in un momento in cui nel nostro ospedale con fatica, dopo lunghi anni di assoluto immobilismo si sta rivedendo un po’ di luce, si possa trovare soluzione per tale servizio, ribadendo sempre che nel nostro nosocomio sono tanti gli operatori sanitari che lavorano con professionalità e si impegnano con forza per la salute dei cittadini. Mettere a disposizione maggiori risorse e strumenti aiuta al miglioramento della salute pubblica. Speriamo che qualcuno risponda con concretezza alle sollecitazioni che ci provengono da tanti cittadini e di cui sono a conoscenza dei vertici regionali e sanitari locali».