Abusi sessuali nella comunità: una vittima conferma le accuse

22 Dicembre 2023

In aula sentita la prima delle undici parti civili che si sono costituite: «Ora non ho più paura di loro» Il responsabile e la segretaria della struttura sono imputati dopo le denunce di alcune donne

TERAMO. Ha confermato le accuse. Lo ha fatto con fermezza in un’udienza rigorosamente a porte chiuse, con lei che all’uscita dall’aula ha detto: «Non ho più paura di loro».
È entrato nel vivo con l’audizione della prima delle undici parti civili costituite il processo in corso a Teramo per due esponenti, responsabile e segretaria, della comunità spirituale Movimento Universale Umani in divenire, con una sede a Campli ,accusati di abusi sessuali su alcuni ex adepti della comunità. Gli imputati sono Pietro Tamburella, 53 anni, e Valeria Ficarra, 43 anni.
L’audizione da parte della pubblica accusa (ieri rappresentata in aula dal pm Monia Di Marco) della prima delle parti offese è durata quasi tre ore: riprenderà nella prossima udienza fissata a maggio e in cui è previsto anche il controesame. Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Paolo Florio e Donatella Casini. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Lauro Tribuiani e Giampaolo Magnanimi. Il fascicolo è del pm Silvia Scamurra e nel corso delle indagini preliminari era stata fatta richiesta di applicazione di misure cautelari personali, rigettata dal giudice.
L’inchiesta era stata avviata dopo le denunce presentate da alcune donne che in passato hanno frequentato la comunità che ha sede in varie località italiane.
Secondo l’accusa i due imputati, approfittando delle loro condizioni psicologiche, le avrebbero costretto a subire atti sessuali. «Tutto», così si legge nel capo d’imputazione, «secondo un collaudato schema comportamentale in cui rituali pseudo-religiosi dissimulavano vere e proprie aggressioni di natura sessuale abusando delle condizioni di vulnerabilità fisica e psichica in cui versava l’adepta abilmente adescata su internet attraverso una piattaforma denominata Tardis che l’interessata aveva iniziato a frequentare in un momento di intima fragilità e di seria difficoltà economica, partecipando assiduamente alle sedute notturne di training spirituale». (d.p.)
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