Abusi sessuali su figlia e 3 amiche: un papà imputato in due processi

Un teramano di 58 anni accusato dalle ragazze che all’epoca dei fatti erano tutte minorenni Le indagini sono scattate dopo alcun gesti di autolesionismo compiuti da una delle parti offese
TERAMO. Un caso complesso e delicato con lo sono tutti quelli che coinvolgono minori: per la fragilità delle vittime, per le difficoltà a raccontare l’indicibile.
Sotto accusa un teramano di 58 anni imputato in due processi per violenza sessuale nei confronti della figlia e di tre sue amiche, all’epoca dei fatti tutte ragazze minorenni. Le indagini sono iniziate dopo alcuni gesti di autolesionismo che una delle tre amiche ha compiuto successivamente ai fatti e che hanno fatto scattare l’allarme dei genitori.
Davanti al tribunale di Teramo sono in corso in due processi a carico dell’uomo: quello in cui parte civile sono la figlia e due amiche e quello in cui parte civile è la terza amica. Il primo è agli inizi con l’istruttoria dibattimentale che deve ancora cominciare dopo vari passaggi, mentre il secondo ormai è ai testi finali.
La nuova udienza di quest’ultimo procedimento si è svolta ieri mattina davanti al collegio presieduto dal giudice Carlo Calvaresi, a latere Francesco Ferretti e Mariangela Mastro. Un’udienza che, proprio per la delicatezza della vicenda, si è svolta a porte chiuse.
Secondo l’accusa contestata dalla Procura in entrambi i fascicoli i presunti abusi sessuali, sia quello sulla figlia e sia quelli sulle amiche, sarebbero avvenuti tra il 2017 e il 2018 nell’abitazione dove all’epoca l’uomo abitava con la famiglia. Nel corso delle indagini preliminari tutte le ragazze sono state ascoltate durante degli incidenti probatori in cui hanno confermato le accuse nei confronti del 58enne.
L’incidente probatorio, nelle inchieste che coinvolgono i minori, rappresenta un passaggio giuridico fondamentale così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame dei minorenni. Un istituto indispensabile per la Carta che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di abusi e che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento». Va detto che le linee guida contenute nella Carta di Noto rappresentano suggerimenti diretti a garantire l’affidabilità delle metodologie utilizzate a partire proprio dalla raccolta della testimonianza al fine di garantire la tutela dei diritti del minore nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo. Le parti civili costituite sono rappresentate dagli avvocati Paola Petrella, Dora Di Stefano, Eva Guardiani.
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