Abusi su tre allieve, docente arrestato

Ai domiciliari un insegnante di scienze di un istituto superiore del capoluogo. È accusato di aver toccato le ragazzine
TERAMO. Un’indagine complessa e delicata come lo sono tutte quelle che coinvolgono i minori: per la fragilità delle vittime, per le difficoltà a ricostruire. È un’altra storia di presunti abusi sessuali su tre ragazzine, tra 14 e 15 anni, quella che si srotola nel fascicolo giudiziario che ha portato agli arresti domiciliari di un teramano insegnante di scienze docente in un istituto scolastico superiore del capoluogo. I presunti abusi, che negli atti giudiziari vengono definiti palpeggiamenti, secondo l’accusa di investigatori e inquirenti sarebbero avvenuti durante l’orario scolastico e in classe. Quindi non in luoghi isolati.
L’inchiesta della Procura teramana (il pm titolare del fascicolo è Greta Aloisi, il gip che ha firmato l’ordinanza è Marco Procaccini) è scattata dopo le segnalazioni arrivate dai genitori delle minori. Accertamenti complessi svolti dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Teramo (guidata dal tenente colonnello Luigi Vaglio) che hanno da subito registrato, come più volte sottolineato dagli investigatori, il contributo e la collaborazione della direzione scolastica, dei docenti e degli studenti della scuola. Così come tra l’altro, ormai da tempo, per dirigenza scolastica e insegnanti è indicato non solo da varie circolari ministeriali ma da numerosi pronunciamenti della Cassazione.
I fatti, sempre secondo la ricostruzione dell’autorità giudiziaria, sarebbero avvenuti nel periodo compreso tra l’ottobre del 2021 e il febbraio di quest’anno e si sarebbero svolti durante l’orario di lezione, quindi in aula, nei confronti di tre ragazzine di 14 e 15 anni. Nel corso degli accertamenti i militari si sono avvalsi anche di supporti informatici e hanno sentito svariati testimoni nella loro veste di persone informati sui fatti. Non solo, dunque, le parti offese, ma anche i compagni di classe, i colleghi dell’insegnante finito sotto accusa, e altro personale scolastico.
A far scattare la richiesta di misura della Procura l’ipotesi del pericolo di reiterazione del reato da parte del docente. Ipotesi, quella della Procura, condivisa dal giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di violenza sessuale. Il provvedimento, con la detenzione domiciliare, è stato eseguito ieri mattina dai carabinieri e i militari hanno provveduto a sequestrare il computer nella disponibilità dell’insegnante con l’obiettivo di approfondire le indagini che sono ancora in corso. È ipotizzabile che sui dispositivi informatici sequestrati possano essere disposte delle consulenze tecniche. L’insegnante è difeso dall’avvocato Vincenzo Di Nanna e l’interrogatorio di garanzia non è stati ancora fissato.
Va ricordato che il caso dell’insegnante di scienze accusato di violenza sessuale sulle studentesse è il secondo che la cronaca registra dall’inizio dell’anno nel Teramano.
A gennaio è stato arrestato un 62enne maestro di musica, residente nell’entroterra tramano, accusato di presunti abusi sessuali su otto ragazzine, in questo caso tutte minori di 14 anni. L’uomo, ai domiciliari da fine gennaio, all’epoca dei fatti contestati dava lezioni in un locale privato di sua proprietà. Il 62enne, accusato di violenza sessuale, nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nella sua abitazione sono stati sequestrati dei computer su cui sono in corso accertamenti tecnici. L’indagine è ancora in corso.
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