Abusi sul figlio della ex: il pm chiede il processo

L’indagato è un teramano di 33 anni attualmente detenuto nel carcere di Novara Il ragazzo, all’epoca 16enne, ha confermato le accuse davanti al giudice
TERAMO. La Procura impacchetta le accuse e chiede il processo per il 33enne teramano accusato di aver abusato del figlio minorenne della sua convivente, un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 16 anni.
Nei giorni scorsi il pm Francesca Zani, titolare del fascicolo, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio con la pesante accusa di violenza sessuale. Oltre che di violenza sessuale è accusato anche di violenza privata per aver intimato al ragazzino di non raccontare a nessuno quanto successo «altrimenti le nostre vite sarebbero state rovinate». L’uomo è detenuto nel carcere di Novara, città dove all’epoca venne fermato mentre era in visita ad alcuni parenti.
Una ricostruzione, quella che emerge sia dall’ordinanza di misura cautelare sia da quella dall’avviso di conclusione delle indagini , in cui gli abusi sarebbero avvenuti nelle ore notturne e quando la mamma del ragazzino non c’era. Con tanto di messaggi su Whatsapp che nell’ordinanza vengono definiti «dal contenuto sessualmente esplicito» con i quali lo invitava ripetutamente ad incontrarsi con lui. A far scattare le indagini la denuncia della mamma del minorenne, all’epoca convivente dell’uomo, che ha intuito nell’atteggiamento del figlio qualcosa che l’ha insospettita. Fino al drammatico racconto del ragazzo sui fatti che sarebbero avvenuti nell’ottobre scorso. Accuse che il giovane ha confermato nel corso dell’incidente probatorio che si è svolto davanti al giudice. La Procura ha chiesto ed ottenuto l’incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza del minore. Come primo passaggio c’è stato l’affidamento di una perizia psicologica per stabilire l’attendibilità dello stesso minore. Passaggio obbligato così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame dei minorenni in caso di abuso sessuale. Un istituto indispensabile per la Carta che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di abusi e che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento».
Va detto che le linee guida contenute nella Carta di Noto rappresentano suggerimenti diretti a garantire l’affidabilità delle metodologie utilizzate a partire proprio dalla raccolta della testimonianza al fine di garantire la tutela dei diritti del minore nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo. Mamma e figlio sono rappresentati dall’avvocato Libera D’Amelio.(d.p.)
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