Abusi sulla figlia: assolto perché incapace d’intendere

27 Aprile 2023

Rito abbreviato per il 49enne teramano finito in carcere La ragazzina aveva 15 anni, per l’uomo misura in comunità

TERAMO. È un’assoluzione motivata dall’incapacità di intendere e di volere dell’imputato (stabilita da una perizia medica) quella che il giudice Roberto Veneziano ha emesso per il 49enne teramano che nel 2021 venne arrestato con l’accusa di aver tentato di abusare della figlia minorenne, una ragazzina che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. La sentenza è stata emessa al termine del rito abbreviato chiesto dopo che l’uomo nei mesi scorsi è stato dichiarato processualmente capace. Cioè in grado di capire che cosa sia il procedimento giudiziario a cui è stato sottoposto.
Per questo, dopo la perizia sulla capacità processuale, gli atti sono tornati al pm titolare del fascicolo (il sostituto procuratore Francesca Zani) per l’avviso di conclusione delle indagini e la successiva richiesta di processo.
Lo stesso Veneziano ha disposto una misura di sicurezza di sorveglianza di due anni nella comunità protetta in cui attualmente l’uomo (assistito dall’avvocato Tiziano Rossoli) si trova dopo aver trascorso un periodo in carcere. La cronaca non può aggiungere altro a una indagine complessa e delicata, come lo sono tutte quelle che travolgono le vite di minori coinvolti in vicende di abusi. A scandire il fascicolo ci sono stati due passaggi esclusivamente di carattere giuridico: il primo è stato l’incidente probatorio nel corso del quale è stato cristallizzato il racconto della ragazzina, il secondo è stato quello della perizia psichiatrica.
L’esame medico all’epoca era stato chiesto dal difensore dell’uomo e concesso dal gip che aveva nominato lo psichiatra Giuseppe Cimini. Nel corso dell’incidente probatorio la ragazzina aveva confermato le accuse.
L’incidente probatorio è un istituto procedurale indispensabile per cristallizzare testimonianze o consulenze. Un passaggio che la Carta di Noto, che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di abusi, ritiene indispensabile visto che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento».(d.p.)
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