Abusi sulla figlia, patria potestà sospesa ad entrambi i genitori

26 Aprile 2016

Provvedimento del tribunale dei minori dopo l’allontanamento del padre per violenza sessuale Nominato un curatore speciale per la ragazzina che è stata affidata ad un familiare

TERAMO. E’ un altro capitolo di una storia giudiziaria ancora tutta da comprendere quella che il tribunale dei minori ha messo nero su bianco. Nella vicenda del 50enne teramano allontanato da casa dal giudice perchè accusato di abusi sessuali sulla figlia minore di 14 anni, il tribunale dell’Aquila è intervenuto sospendendo la potestà genitoriale sia al padre sia alla madre e affidando la ragazzina ad un familiare. Perchè in un’indagine complessa e delicata, come lo sono tutte quelle che travolgono le vittime di abusi, ogni provvedimento ha un solo obiettivo: la tutela del minore. E nell’attesa che l’inchiesta della procura faccia il suo corso con un doloroso carico di interrogativi e risposte, a decidere per la ragazzina non sarà la madre ma un curatore speciale nominato proprio per garantire l’interesse del minore. La potestà genitoriale non è stata revocata dai giudici aquilani ma, appunto, sospesa in attesa che l’indagine penale faccia chiarezza.

La vicenda, per cui il pm Laura Colica ha chiesto ed ottenuto dal gip Giovanni de Rensis la misura dell’allontanamento dalla figlia che è stata adottata qualche settimana fa, è scoppiata dopo la segnalazione di alcuni insegnanti. Docenti attenti che, evidentemente, sono riusciti a percepire i segnali di disagio della ragazzina, il cambiamento di una studentessa che da estroversa diventa introversa, da sorridente diventa imbrociata e silenziosa. E che, nonostante tutto, riesce a confidare qualcosa che non può cadere nel vuoto.

La prima segnalazione partita dagli insegnanti ha fatto scattare l’indagine che ben presto è diventata un fascicolo della procura. La polizia, a cui sono state delegate le indagini, ha raccolto decine di testimonianze tra familiari, amici e parenti. Intanto, dopo l’applicazione della misura di allontanamento al padre, la procura continua a fare i suoi passi e ha chiesto ed ottenuto dal gip di ascoltare la minore con la formula dell’incidente probatorio che si terrà nei prossimi giorni (un’audizione protetta davanti al giudice alla presenza di uno psicologo). Un passaggio, quello dell’incidente probatorio, che la Carta di Noto – strumento che ormai da tempo individua e descrive il protocollo da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di abusi – ritiene indispensabile visto che all’articolo 7 dice: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento». Intanto il padre, nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, ha negato tutte le accuse. La misura per lui resta: non può avvicinarsi alla figlia ne ai luoghi che la ragazzina frequenta. A cominciare dalla scuola.

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