Abusi sulla nipote, niente perizia sulla foto
Nonno accusato di pedopornografia e violenza: il tribunale respinge la richiesta della difesa
TERAMO. Il tribunale respinge la richiesta di perizia fatta dalla difesa sulla foto incriminata e fissa per l’11 novembre discussione e sentenza: si chiude così l’istruttoria dibattimentale del processo in corso al 60enne teramano accusato di pedopornografia e abusi sessuali sulla nipotina di 4 anni. Secondo la procura distrettuale competente per la pedopornografia (titolare del caso il pm Antonietta Picardi), nell’hard disk del suo computer sono state trovate numerose immagini pedopornografiche e tra queste anche quelle di una bimba, che per l’accusa è proprio la nipotina, ritratta in atteggiamenti particolari con l’adulto. L’uomo ha sempre sostenuto di aver comprato quell’hard disk usato e quindi di non averne mai conosciuto il contenuto. Per la difesa, inoltre, da quella foto non sarebbe possibile identificare il volto della piccola (da qui la richiesta di perizia) che, all’epoca dei fatti, fece capire ai genitori che il nonno materno le avrebbe fatto male. E ieri mattina in aula, in un processo rigorosamente a porte chiuse, è stato ascoltato anche il consulente della difesa che ha sollevato dubbi sul tipo di strumenti usato dal consulente della procura per determinare l’attendibilità della piccola in considerazione della sua età. Secondo il consulente gli strumenti usati non sono stati sufficienti. Prima di proseguire con l’inchiesta, infatti, la procura ha sottoposto la presunta vittima alla consulenza di un esperto per valutare la capacità di testimoniare e raccontare di un minore così piccolo, la sua capacità di rapportarsi a quello che lo circonda. E secondo il responso dell’esperto la piccola avrebbe una sufficiente capacità testimoniale. Perchè ilcaso dell’asilo di Rignano ha insegnato che sui racconti dei bambini non si deve mai lavorare con approssimazione. Per evitare che le denunce si trasformino in un’interminale ordalia che schianta per sempre le vite di chi ne viene inghiottito. Da una parte e dall’altra.
Il caso teramano è nato dalla segnalazione dei genitori della piccola che si sono rivolti alla procura per denunciare e poi si sono costituiti parte (assistiti dall’avvocato Florindo Tribotti). Lo hanno fatto dopo che la piccola ha raccontato loro che il nonno le aveva fatto male nelle parti intime.L’inchiesta è scattata immediatamente e, proprio su delega del magistrato, gli agenti di polizia postale hanno fatto una perquisizione in casa dell’uomo esequestrato il computer. Le indagini successive hanno accertato che nell’hard disk di quel computer ci sono numerose immagini pedopornografiche, soprattutto di bambini nudi. E tra queste anche quella che, secondo la procura, ritrae la nipotina di 4 anni. L’uomo (assistito dall’avvocato Tiziano Rossoli) ha sempre respinto ogni accusa, sostenendo di non aver mai abusato della bambina.(d.p.)
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