Abusi sulla nipotina in aula parla la mamma

La donna: da ragazzina ho visto bambini nudi sul computer di mio padre Nel pc dell’uomo trovate immagini e video pedopornografici
TERAMO. In un’ aula di tribunale in cui si processa un nonno accusato di abusi sessuali sulla nipotina di 4 anni tutto deve servire a trovare la verità. Almeno quella giudiziaria. Anche le parole della figlia dell’uomo, madre della piccola, che ricorda di quando da ragazzina vedeva immagini di bambini nudi sul pc del padre. E quando il pm le chiede se lei ha subito abusi risponde: «Di quel periodo della mia vita non ricordo nulla». Così in una udienza rigorosamente a porte chiuse davanti ai giudici del collegio (presidente Giovanni Spinosa, a latere Roberto Veneziano e Belinda Pignotti) scorrono le immagini di una vita. Quella di una donna e madre di 28 anni che ha denunciato il padre per abusi sessuali sulla figlia. Nel pc dell’uomo sono state scovate 38 foto e 36 video contenenti immagini con bambini e adulti. Secondo la procura (titolare del fascicolo il pm della distrettuale Maria Antonietta Picardi) tra le immagini pedopornografiche trovate nell’hard disk del computer dell’uomo ci sono anche quelle di una bimba, che per l’accusa è proprio la nipotina, ritratta in atteggiamenti particolari con l’adulto. L’uomo, un teramano di 56 anni assistito dall’avvocato Tiziano Rossoli, respinge le accuse e sostiene di aver comprato quell’hard disk usato e quindi di non averne mai conosciuto il contenuto. Per la difesa, inoltre, da quella foto non sarebbe possibile identificare il volto della piccola. Che, all’epoca dei fatti, fece capire ai genitori che il nonno materno le aveva fatto male toccandola nelle parti intime. E lo fece una sera mentre in casa c’era anche la madre. Che ieri mattina lo ha raccontato in aula. «Io e la mia famiglia eravamo stati invitati per una cena» dice «quando fummo richiamati dal pianto di mia figlia. Un pianto forte. Quando entrai in casa trovai la piccola urlava: «il nonno è cattivo, mi ha fatto male». Il caso teramano è nato dalla segnalazione dei genitori della piccola che si sono rivolti alla procura per denunciare (assistiti dall’avvocato Florindo Tribotti). Lo hanno fatto dopo che la bambina ha raccontato loro che il nonno le aveva fatto male nelle parti intime. Prima di proseguire con l’inchiesta, che si è conclusa con il rinvio a giudizio dell’uomo, la procura distrettuale ha sottoposto la presunta vittima alla consulenza di un esperto per valutare la capacità di testimoniare e raccontare di un minore così piccolo, la sua capacità di rapportarsi a quello che lo circonda. E secondo il responso dell’esperta, che ieri è stata ascoltata, la piccola avrebbe una sufficiente capacità testimoniale. Si torna in aula il 23 settembre con gli ultimi testi di procura e parte civile . Tra questi anche una zia della piccola. (d.p.)
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