Abusi sulla nipotina, la bimba conferma le accuse allo zio

La piccola di 6 anni ascoltata nel corso dell’incidente probatorio che si è svolto davanti al giudice L’uomo di 74 anni da marzo è agli arresti domiciliari, i fatti avvenuti nel garage di un’abitazione
TERAMO. Un’indagine complessa e delicata come lo sono tutte quelle che coinvolgono i minori. Nell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari un uomo teramano di 74 anni accusato di abusi sulla nipotina che oggi ha sei anni e che all’epoca dei fatti ne aveva cinque, c’è un primo punto fermo. È quello arrivato ieri con l’incidente probatorio nel corso del quale è stato cristallizzato il racconto della piccola che ha confermato le accuse (la bambina e i suoi familiari sono assistiti dall’avvocato Martina Barnabei).
L’uomo è accusato di abusi sessuali e da marzo è agli arresti domiciliari in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Roberto Veneziano davanti a cui ieri mattina si è svolto l’incidente probatorio chiesto ed ottenuto dalla Procura (pm titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Greta Aloisi) . I fatti, secondo la ricostruzione della Procura, si sono verificati nell’agosto scorso e sarebbero avvenuti in un garage nel periodo in cui la bambina e i genitori stavano trascorrendo una vacanza nell’abitazione dei parenti. A presentare la denuncia sono stati i genitori della piccola. L’uomo, assistito dagli avvocati Antonio Di Gaspare e Filomena Gramenzi, nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto dopo l’applicazione dell’ordinanza di custodia cautelare ha respinto tutte le accuse.
L’incidente probatorio è un passaggio giuridico fondamentale così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame dei minorenni in caso di abuso sessuale.
Un istituto indispensabile per la Carta che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di abusi e che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento».
Va detto che le linee guida contenute nella Carta di Noto, da tempo punto di riferimento nelle inchieste che vedono i minori parte lesa, rappresentano suggerimenti diretti a garantire l’affidabilità delle metodologie utilizzate a partire proprio dalla raccolta della testimonianza al fine di garantire la tutela dei diritti del minore nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo.
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