Abusivi sgomberati da due alloggi Ater

Intervento con il supporto delle forze dell’ordine per liberare le abitazioni occupate senza diritto a San Nicolò e in via Po
TERAMO. Da anni risultavano occupati in modo abusivo, senza alcuna possibilità di sanatoria anche temporanea. Per questo motivo, nella mattina, di ieri sono stati sgomberati due alloggi popolari a San Nicolò e via Po.
Il provvedimento è stato disposto dall’Ater, in applicazione di una recente circolare emessa dal ministero dell’Interno che ha imposto un giro di vite contro l’abusivismo nell’occupazione di case di proprietà pubblica, e reso operativo con il supporto di polizia, carabinieri e vigili urbani. Nel caso dell’appartamento che si trova a San Nicolò l’operazione è stata rapida e indolore. L’alloggio, pur essendo assegnato a una famiglia che non ne ha più titolo, è stato trovato vuoto. Gli occupanti si sarebbero già trasferiti altrove e dunque l’immobile è stato chiuso in attesa dei necessari lavori di bonifica. Più complicata la situazione dell’appartamento in via Po. Lì infatti abitavano fino a ieri mattina i genitori dell’assegnatario che, nel frattempo, ha trasferito la propria residenza ad altro indirizzo. Questo passaggio gli ha fatto perdere il diritto alla casa popolare e, stando alla ricostruzione della vicenda da parte dell’Ater, anche la possibilità di usufruire della sanatoria periodicamente prevista dalla Regione che consente di tenere occupato un alloggio pubblico anche in assenza di titolo per due anni rinnovabili per i successivi due.
La permanenza temporanea nell’abitazione da parte dei genitori dell’assegnatario non sarebbe stata possibile perché i coniugi non risultano nullatenenti in quanto proprietari di un edificio grezzo, benché non abitabile, in una frazione. Nonostante il tentativo di evitare lo sgombero da parte dell’assegnatario, dunque, l’Ater con il supporto delle forze dell’ordine ha dato attuazione al provvedimento. «Ce lo ha richiesto la nota del Viminale», spiega il commissario dell’Ater Nicola Salini, «capisco le difficoltà del nucleo familiare costretto all’allontanamento dall’alloggio di via Po, ma non c’erano le condizioni per evitarlo in assenza delle condizioni indicate nella circolare come cause di oggettiva difficoltà». Entrambi gli alloggi sgomberati saranno riassegnati ad aventi diritto, una volta completate le procedure previste. La stretta contro l’abusivismo disposta dal ministero è infatti finalizzata proprio a liberare alloggi irregolarmente occupati e far scorrere le graduatorie dei legittimi assegnatari. Sulla questione interviene il Sicet, sindaco degli inquilini, che chiede a Comune e Ater «un po’ di comprensione per chi già soffre di situazioni sfavorevoli». Il presidente Antonio Di Berardo, nel ribadire che le istituzioni locali non hanno potere interdittivo rispetto alle disposizioni ministeriali, le invita comunque a procedere «con cautela predisponendo soluzioni alternative» per gli sgomberati.
«Sarebbe grave pensare di affrontare la questione esclusivamente dal punto delle legittime aspettative della proprietà ad ottenere il rilascio degli immobili senza prima a punto una rete di protezione», afferma, «non è con gli sgomberi di massa fatti sulla base di accertamenti sommari e frettolosi che si risolve il problema». Secondo Di Berardo bisogna «distinguere tra gli abusivi veri e propri, che vanno giustamente perseguiti, e le situazioni di disagio sociale dovute alla povertà e alla storica carenza di politiche abitative».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

