Abusivismo e inflazione di sagre Accuse alla consulta commercio

24 Maggio 2016

Gianpiero D’Angelo e l’associazione “G 365” chiedono la testa del presidente Alessandro Giorgini perché non difende gli interessi dei pubblici esercizi minacciati dalle numerose attività di strada

GIULIANOVA. «Se la consulta del commercio continuerà ad essere presieduta da Alessandro Giorgini non parteciperemo più ai lavori e tuteleremo altrove gli interessi delle imprese e dei consumatori». Lo scrive in una nota Gianpiero D’Angelo, barista e ristoratore giuliese, nonché presidente locale della Fipe, all’indomani dell’ultima riunione che aveva all’ordine del giorno la lotta all’abusivismo e il cartellone degli eventi estivi. «La situazione a Giulianova è grave», sostiene D’Angelo, «il presidente è incompatibile con il ruolo che ricopre, mentre la consulta è composta per lo più da circoli culturali e comitati di quartiere e per questo non può essere portatrice degli interessi delle imprese del terziario e dei pubblici esercizi». «Delle 12 persone presenti tra politici, rappresentanti comunali, associazioni culturali e comitati di quartiere solo quattro erano commercianti», scrive in proposito Pietro Belgiglio dell’associazione G 365, «e chi si aspettava buoni propositi sul commercio a Giulianova è rimasto deluso perché secondo la consulta l’abusivismo è rappresentato dai vù cumprà». Nel corso della riunione il tema dell’abusivismo non è stato affrontato mentre dal calendario degli eventi sarebbero saltate fuori sagre on the road con annesse feste della birra. «Un presidente che tenta di saltare il tema dell'abusivismo», prosegue D’Angelo, «e, richiamato alla trattazione, incentiva il proliferare di società mascherate da falso no-profit stendendo un tappeto rosso purché si faccia qualcosa in questa città, ignorando che le imprese percepiscono questa concorrenza sleale più pericolosa della crisi stessa, è inammissibile. Non vogliamo che Giulianova sia trasformata in una sagra a cielo aperto dove per 60 giorni d'estate si mangerà per strada utilizzando i pubblici esercizi solo come urinatoi contravvenendo spesso alle norme igienico-sanitarie bypassate da un’autorizzazione dell’ultimo momento. Non siamo d'accordo che si colpisca al cuore l’eccellenza della cucina giuliese, per anni il fiore all'occhiello di questa città».

«Le attività di somministrazione di bevande e alimenti in strada danno ricarichi mostruosi che i commercianti ordinari si sognano», dice Gianni Massi dell’associazione G 365, «non si può più tollerare il vittimismo di chi fa business in strada e non si possono più regalare le zone di prestigio della città ad invasioni di sedie e tavolini senza l’esistenza di un piano e in disprezzo di tutte le norme urbanistiche e di sicurezza e tutela della salute pubblica. Se le Consulte servono solo a confezionare programmi già presi a tavolino in qualche stanza del Comune abolitele, e se la presidenza della consulta non è in grado di arginare i fenomeni che deteriorano il vero commercio è bene che si dimetta». (m.l.)

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