Abuso edilizio, assolti tecnici comunali e costruttori

23 Gennaio 2015

PINETO. Erano finiti a processo con l’accusa di abuso edilizio in concorso, ma il tribunale li ha assolti perchè il fatto non costituisce reato. Si è conclusa così in primo grado la vicenda che nel...

PINETO. Erano finiti a processo con l’accusa di abuso edilizio in concorso, ma il tribunale li ha assolti perchè il fatto non costituisce reato. Si è conclusa così in primo grado la vicenda che nel 2013 aveva portato al sequestro di una palazzina residenziale a Santa Maria a Valle. A processo erano finiti in sei tra costruttori, progettisti e due dipendenti del Comune di Pineto. All’epoca dei fatti la Forestale sequestrò l’immobile che, secondo l’accusa, era stato realizzato con un permesso di costruzione rilasciato in una zona che per il Pai, il piano di assetto idrogeologico, era caratterizzata da pericolosità da scarpata. L’immobile era stato realizzato su un lotto di terreno alienato dal Comune di Pineto dopo un bando. A processo davanti al giudice monocratico Franco Tetto erano finiti Simone Salvatori, amministratore della società proprietaria del terreno e del fabbricato realizzato; Natalina Candelori, progettista e direttore dei lavori; Marcello D’Alberto, responsabile dell’area urbanistica, assetto del territorio; Paolo Gaboli, responsabile del procedimento dell’area urbanistica, Antonino Pettanice e Marino Pisciella amministratori della società impresa esecutrice dei lavori. Al termine dell’istruttoria dibattimentale, nel corso della quale sono stati ascoltati numerosi testi, il giudice, evidentemente, ha riconosciuto la legittimità delle procedure seguite dai funzionari comunali e di conseguenza di tutto l’iter seguito per la realizzazione dell’edificio. Per capire il perchè bisognerà aspettare le motivazioni preannunciate tra novanta giorni. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Achille Ronda, Alberto Dell’Orletta, Alessandro Perrucci e Gianluca Sabatini.(d.p.)

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