Accoltellamento in via Pannella, il tunisino si difende: «Ho colpito per vendicare mio cugino»

Gli avvocati difensori Eugenio e Pietro Galassi hanno chiesto la revoca della detenzione in carcere per consentire al giovane di riprendere l’attività lavorativa
TERAMO. «L’ho colpito per vendicare mio cugino che lui qualche giorno prima ha sfregiato con un pezzo di bottiglia, ma non volevo fargli del male. Mi scuso per quello che è successo»: così davanti al gip Marco Procaccini si è difeso il tunisino 21enne arrestato con l’accusa di tentato omicidio dopo aver colpito con sette coltellate un 25enne connazionale in via Pannella.
Gli avvocati difensori dell’uomo, i legali Eugenio e Pietro Galassi, hanno chiesto la revoca della detenzione in carcere per consentire al giovane di riprendere l’attività lavorativa. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia il 21enne ha detto di essere stato raggiunto sul volto da uno spray al peperoncino spruzzato dall’altro che lui aveva cercato per chiedere chiarimenti sull’aggressione al cugino. «Da quel momento in poi c’è stata una colluttazione tra noi due ed è successo quello che è successo» ha aggiunto il giovane davanti al gip.
L’uomo è stato arrestato dalla squadra mobile in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Procaccini su richiesta del pm Davide Rosati. Un’aggressione avvenuta una settimana fa davanti alla chiesa del Sacro Cuore, al culmine della violenta lite con il ferito finito in ospedale con una prognosi di 40 giorni e da poco dimesso. La casa del tunisino è stata perquisita e gli elementi saltati fuori hanno rafforzato il quadro investigativo.
La polizia ha trovato nell’abitazione gli indumenti e le scarpe indossati la sera dell’accoltellamento ancora sporchi di sangue. Nell’appartamento sono stati trovati e controllati altri giovani tunisini di 19, 20 e 22 anni gravati da precedenti per spaccio e sono stati sequestrati dieci grammi di hascisc. Ma non solo: dai controlli è saltato fuori anche un grammo di Mdma rosa, nota come la droga dei vip a causa del suo costo molto elevato sul mercato illegale.
Per i quattro tunisini è scattata la sanzione amministrativa prevista dalla legge sugli stupefacenti, e per il 21enne, oltre all’arresto per il tentato omicidio, anche l’avviso orale e il Dacur (Divieto di accesso alle aree urbane). Gli sarà vietato stazionare nelle vicinanze e all’interno degli esercizi pubblici del comune di Teramo.
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