Accusa di clientelismo, Cognitti annuncia querele al M5S

TERAMO. Sfocerà in una querela lo scontro sulla gestione del Ruzzo. Ad annunciare l’azione legale è la presidente dell’azienda acquedottistica Alessia Cognitti che citerà in giudizio i consiglieri...
TERAMO. Sfocerà in una querela lo scontro sulla gestione del Ruzzo. Ad annunciare l’azione legale è la presidente dell’azienda acquedottistica Alessia Cognitti che citerà in giudizio i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle. La capogruppo Pina Ciammariconi e il dimissionario Cristiano Rocchetti, infatti, nell’avallare la decisione del sindaco Gianguido D’Alberto di impugnare la rielezioni del Cda del Ruzzo hanno espresso giudizi pesanti sul suo operato.
Secondo i grillini l’iniziativa del primo cittadino è finalizzata a «vedere ristabilita la legalità su una partecipata che con una gestione clientelare si presenta al cospetto dei suoi clienti-utilizzatori con risultati disastrosi sia sotto il profilo economico, con un debito milionario nei confronti del Comune di Teramo, sia sotto il profilo della qualità della acqua». Ciammariconi e Rocchetti la definiscono «una gestione allegra, per la quale la magistratura sta valutando eventuali profili di responsabilità gestionale, che ha aggravato pesantemente i conti economici delle famiglie teramane che ora nel dubbio ricorrono all’approvvigionamento di acqua minerale, risultando vane le rassicurazioni della Cognitti sulla capacità dei nuovi sistemi di sicurezza di arrestare il flusso dell'acqua in caso di valori dell'acqua sopra la soglia di sicurezza». Secondo loro, dunque «individuare tramite concorso soggetti dotati di capacità tecnica e manageriale per restituire ai cittadini una azienda capace di assicurare una qualità dell'acqua eccellente e una gestione economica rappresenta una necessità non del sindaco, non del Movimento 5 Stelle, ma di tutta la collettività».
Le affermazioni dei consiglieri grillini hanno un chiaro contenuto diffamatorio secondo Alessia Cognitti. Per questo la presidente del Ruzzo ha predisposto una querela nei confronti di Rocchetti e Ciammariconi. «Non c’è alcuna inchiesta in corso sulla gestione della società», ha tenuto a precisare Cognitti, «anzi questo consiglio di amministrazione ha avviato il pagamento dei debiti, ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di due dirigenti ed ha corrisposto alle esigenze del territorio e dei Comuni». Tutt’altro che clientelismo, insomma, accusa di cui i grillini saranno chiamati a rispondere in tribunale. La presidente considera invece una «questione personale» l’iniziativa di D’Alberto destinata a impugnare davanti al tribunale delle imprese la rielezione del Cda. Sono «infondate» per lei le contestazioni procedurali e normative poste alla base della decisione. (g.d.m.)
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