Accusa l’ex di violenza sessuale: donna a processo per calunnia

5 Aprile 2023

Teramana di 39 anni a giudizio, per la Procura avrebbe incolpato l’uomo pur sapendolo innocente Il 47enne si è costituito parte civile, il procedimento aperto nei suoi confronti è stato archiviato

TERAMO. Da parte offesa in un procedimento per violenza sessuale a imputata in un processo per calunnia. È il caso di una 39enne teramana che, secondo la Procura, avrebbe accusato il suo ex fidanzato di violenza «pur», si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, «sapendolo innocente».
La donna è stata rinviata a giudizio dal gup Marco Procaccini al termine dell’udienza preliminare che si è svolta ieri mattina. È assistita dall’avvocato Giannicola Scarciolla. L’uomo, un 47enne teramano assistito dall’avvocato Alessandro Recchiuti, si è costituito parte civile. La prima udienza del processo si svolgerà a giugno davanti al tribunale in composizione monocratica.
Il procedimento penale aperto nei confronti dell’uomo inizialmente accusato di violenza sessuale e violenza privata si è concluso con un’archiviazione. Archiviazione, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, « arrivata sulla base della ritrattazione» fatta dalla donna che successivamente ha dichiarato di non aver subito nessuna violenza.
I fatti si riferiscono al 2019 quando la donna, secondo la ricostruzione che emerge dagli, si è presentata in Procura «riferendo falsamente», si legge a questo proposito nella richiesta di rinvio a giudizio, « che l’uomo con cui aveva una relazione sentimentale l’aveva tirata per un braccio per costringerla salire a bordo della propria autovettura, quindi l’aveva condotta presso la propria abitazione e lì l’aveva costretta ad intrattenere con lui un rapporto sessuale, incurante dei suoi tentativi di indurlo a fermarsi». Secondo la Procura, si legge sempre nella richiesta di rinvio a giudizio, «lo incolpava dei reati di violenza privata e violenza sessuale, pur sapendolo innocente, inoltre, riferendo in modo esagerato e distorto taluni degli episodi». Per la donna, dopo il provvedimento di archiviazione per l’ex fidanzato, c’è stata un’imputazione coatta disposta da un gip con la successiva richiesta di rinvio a giudizio. L’accusa di calunnia dovrà essere ora provata nel corso di un processo.(d.p.)
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