Accusati di aver inquinato il Tordino, assolti

8 Aprile 2018

A processo due fratelli imprenditori agricoli. Il giudice: «Non sversarono liquami»

TERAMO. Erano finiti a processo con l’accusa di aver inquinato il fiume Tordino scaricando nel corso d’acqua liquami provenienti dalla loro azienda agricola che avevano provocato la morte dei pesci. Dopo quattro anni dai fatti due fratelli imprenditori teramani sono stati assolti per non aver commesso i fatti.
I due, assistiti dall’avvocato Luigi Di Liberatore, sono stati assolti dal giudice onorario Belinda Pignotti al termine di un complessa e articolata istruttoria dibattimentale nel corso della quale sono stati ascoltati svariati testi. I due erano accusati di getto pericoloso di cose, danneggiamento e distruzione di bellezze naturali. Ha scritto il giudice nella sentenza di assoluzione: «E’ risultato dai documenti acquisiti dagli enti che la ditta all’epoca dei fatti praticava la fertiirrigazione. Il consulente della difesa riferiva che i tubi rinvenuti dai militari erano quelli per la raccolta delle acque bianche del piazzale. In ogni caso non è in alcun modo emerso che i predetti fossero collegati alla vasca dei liquidi. Pertanto può essere plausibile l’argomentazione difensiva secondo cui il livello del liquame era sceso perchè utilizzato per la fertirrigazione e non perchè vi fosse stato uno sversamento». L’episodio, da cui poi sono partite le indagini che hanno portato all’inchiesta, risale al 27 aprile del 2014. Quel giorno arrivò una segnalazione alla sala operativa della Forestale secondo cui nel fiume Tordino, in località Ponte a Catena, c’erano pesci morti e una schiuma bianca. Immediate le indagini degli agenti che risalirono il fiume e ben presto individuarono il punto esatto in cui l’acqua cominciava ad essere scura. In quella zona c’è l’azienda agricola con tanto di allevamento dei bovini dei due fratelli. Ha scritto a questo proposito il giudice nella sentenza: «Si accertava che c’era un impianto per la raccolta del letame. Era in funzione la pompa che trasportava i liquami dell’allevamento alla prima vasca di raccolta dove era separata la parte solida da quella liquida che poi veniva convogliata in un’altra vasca. Si notava in quest’ultima che il livello dei liquidi presenti era ormai sceso di circa due metri. In prossimità delle vasche, su una zona scoscesa che dava sul fiume Tordino, c’erano due tubi di scarico che al momento non scaricavano».(d.p.)
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