Accusato di maltrattamenti, assolto

14 Aprile 2018

Il giovane teramano era finito in carcere dopo la denuncia della convivente

TERAMO. Era finito a processo con la pesante accusa di maltrattamenti all’allora convivente, ma per il giudice il fatto non sussiste. E’ con questa motivazione che ieri pomeriggio il giudice monocratico Lorenzo Prudenzano ha assolto un trentenne teramano. Il pm d’udienza (il vpo Sara Di Gesualdo) aveva chiesto per l’uomo una condanna a tre anni. L’uomo era difeso dagli avvocati Caterina Lettieri e Stefania D’Addario, mentre la donna si era costituita parte civile rappresentata dall’avvocato Wania Della Vigna. Per l’uomo, in un primo momento, c’era stato un divieto di avvicinamento alla donna chiesto dal pm Enrica Medori e firmato dal gip Roberto Veneziano. Dopo la violazione del provvedimento era finito prima in carcere e successivamente agli arresti domiciliari. Da qualche tempo è libero. Nel corso della lunga istruttoria dibattimentale sono stati ascoltai vari testi sia della pubblica accusa sia della difesa, ma evidentemente le accuse, così come ricostruite, non sono state provate. La donna ha raccontato di essere stata più volte picchiata e in una occasione trascinata sul pavimento. Così commenta l’avvocato Della Vigna: «Secondo me questa sentenza non rispecchia la verità dei fatti e i fatti accaduti alla mia assistita. Ancora una volta si segnala un’ingiustizia nei confronti di una donna. Dopotutto nei reati in ambito familiari è difficile che una donna riesca a fornire altre prove oltre la sua testimonianza. Voglio ricordare che la Procura ha creduto alle accuse della mia assistita vista la richiesta di divieto di avvicinamento avanzata all’epoca e il successivo provvedimento accolto dal giudice».(d.p.)
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