Accusato di maltrattare e picchiare la moglie Imprenditore assolto

Il 60enne di Basciano era stato arrestato e poi allontanato da casa Niente prove nel corso del processo, per il giudice il fatto non sussiste
TERAMO. Un’accusa pesante, aver maltrattato e picchiato la moglie, che aveva fatto scattare prima l’arresto e poi l’allontanamento dalla casa coniugale. Provvedimenti ormai quasi scontati nei tempi di Codici rossi e femminicidi senza fine.
C’è voluto un processo con svariati testi sentiti in aula per dimostrare che non c’è stato nessun maltrattamento: così ha stabilito il giudice monocratico Lorenzo Prudenzano che ha assolto con la formula del fatto non sussiste un imprenditore 60enne di Basciano, l’uomo che nel settembre scorso era stato arrestato con l’accusa, in particolare, di aver sferrato un calcio alla testa della donna durante un violento litigio scoppiato nell’abitazione. In quell’occasione a chiamare il 112 furono alcuni vicini di casa allarmati dalle urla provenienti dalla casa dei coniugi. All’epoca per l’uomo scattò immediatamente l’arresto con l’accusa di aver spintonato a terra la moglie (nel frattempo i due si sono separati) e di averle sferrato un calcio alla testa mandandola in ospedale. L’uomo, dopo una notte trascorsa nella cella di sicurezza della caserma dei carabinieri, venne scarcerato al termine dell’udienza di convalida con il divieto di avvicinare la moglie e i posti da lei frequentati. Nel corso del processo sono stati ascoltati vari testi e la ricostruzione fatta durante l’istruttoria dibattimentale, evidentemente, non ha fatto emergere prove a carico dell’uomo difeso dall’avvocato Italo Colaneri. A conclusione il giudice lo ha assolto dai maltrattamenti perché il fatto non sussiste e dall’accusa di lesione per remissione di querela della parte offesa.
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