Accusato di sfruttamento con i riti voodoo: assolto

6 Febbraio 2015

TERAMO. E’ arrivato dalla Germania, dove da qualche anno vive e lavora come lavapiatti, per difendersi in un’aula di tribunale dalla pesante accusa di sfruttamento e favoreggiamento della...

TERAMO. E’ arrivato dalla Germania, dove da qualche anno vive e lavora come lavapiatti, per difendersi in un’aula di tribunale dalla pesante accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Esiou Chinedu, nigeriano di 55 anni, incensurato, era finito a processo dopo la denuncia di una sua connazionale che lo aveva accusato di averla sfruttata sulla Bonifica del Tronto dopo averla portata da Roma in Val Vibrata. Ma in aula le accuse non sono state provate e il tribunale lo ha assolto per non aver commesso il fatto accogliendo in toto la richiesta di assoluzione fatta dallo stesso pubblico ministero Andrea De Feis. I fatti per cui l’uomo era finito a processo risalgono al 2010. La connazionale lo aveva denunciato sostenendo che, una volta arrivata in Italia minacciata da altri connazionali che – sempre secondo l’accusa della donna– avrebbero fatto ricorso anche ai riti voodoo, a Roma sarebbe stata presa in consegna dall’uomo che l’avrebbe portata in auto in un appartamento di Alba e qui costretta alla prostituzione sulla Bonifica esigendo una somma di tremila euro al mese. Sempre secondo il suo racconto lei sarebbe riuscita a fuggire trovando ospitalità ad Ancona dai referenti di un’associazione che si occupa proprio di lotta alla prostituzione. Successivamente la donna sarebbe entrata in un programma di protezione.

Dopo la sua denuncia, sono subito partite le indagini nei confronti dell’uomo che nel frattempo si è trasferito in Germania dove ha trovato lavoro come lavapiatti. Nel corso dei vari accertamenti l’uomo ha sempre respinto ogni accusa, a cominciare da quello di aver portato la donna in auto. Non solo perchè non ha la patente, ma perchè non mai guidato. A sostegno di queste tesi il suo avvocato ha citato diversi testi. Ieri per l’uomo il tribunale in composizione collegiale (presidente Flavio Conciatori, a latere Franco Tetto e Carla Fazzini) ha sentenziato l’assoluzione.(d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA