Accuse a un consigliere: «Ha fatto vaccinare i parenti»

TERAMO. La campagna vaccinale in provincia è decollata e lo dicono numeri incontrovertibili: ieri la Asl di Teramo ha toccato le tremila dosi somministrate in una giornata, dunque ben al di sopra del...
TERAMO. La campagna vaccinale in provincia è decollata e lo dicono numeri incontrovertibili: ieri la Asl di Teramo ha toccato le tremila dosi somministrate in una giornata, dunque ben al di sopra del target di 2.600 fissato per il Teramano a livello nazionale. Ed è partita forte anche in provincia la registrazione in piattaforma degli over 50: in poche ore se ne sono iscritti 7.500, che cominceranno ad essere vaccinati il prossimo 20 maggio.
Nel frattempo, però, c’è anche chi fa politica con i vaccini. Ieri l’associazione culturale (e lista civica già presente in consiglio comunale, ma il cui gruppo è poi confluito in Italia Viva) Teramo 3.0 ha inviato all’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e al sindaco Gianguido D’Alberto una lettera aperta nella quale si ipotizza che quattro parenti di un consigliere comunale di maggioranza, che è anche un medico impegnato nella campagna vaccinale, abbiano indebitamente ricevuto il vaccino anti-Covid. «A quanto risulterebbe, nessuno dei quattro sarebbe sussumibile nelle categorie ad oggi aventi diritto alla vaccinazione», recita la nota di Teramo 3.0, che invita le istituzioni preposte a verificare eventuali illegittimità e a prendere i provvedimenti del caso. La Asl ha verificato e, anche se dall’azienda sanitaria nessuno rilascia dichiarazioni sulla vicenda, sembra che sia tutto in regola: le quattro persone in questione sarebbero in realtà appartenenti a categorie che potevano ricevere la vaccinazione. Quanto al sindaco D’Alberto, ha smentito seccamente al Centro di aver aperto un’indagine interna come riportato da alcune testate online.(d.v.)
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