Acetilene e pezzi di auto scoperti nella ex Briko

8 Gennaio 2019

Nereto, la fornace è dismessa dagli anni Novanta e non è mai stata recuperata Scatta l’indagine: il sospetto è che vi si svolgano attività abusive di carrozzeria

NERETO. Nei capannoni della ex fornace Briko di Nereto qualcuno ha segnalato la presenza di parti di automobili e di bombole di acetilene, come se qualcuno vi stesse svolgendo delle attività abusive di carrozzeria. Eppure quell’area è dismessa da anni e risulta ceduta a una società immobiliare. I carabinieri hanno raccolto la segnalazione e avvieranno le indagini per accertare cosa stia accadendo. Solo un’attività investigativa porterà a capire cosa ci facciano all’interno della ex fornace di Nereto parti di carrozzeria di auto e il gas utilizzato per saldare, brasare e tagliare metalli.
L’area in questione si trova sulla strada provinciale che da Nereto porta a Torano Nuovo, dunque appena fuori dal nucleo abitato di contrada Capo di Valle. L’ex fornace di laterizi è molto ampia (50mila metri quadrati) e i capannoni si trovano in fondo alla cava di terra. È in uno di questi che sarebbero stati avvistati i rottami sospetti di auto. L’ecomostro Briko venne ceduto per 800mila euro dieci anni fa. Quell’ammasso di amianto, per anni, è rimasto esposto alle intemperie con pericolo per la salute pubblica. Furono avanzate delle ipotesi di riqualificazione ma la storica fornace di Nereto è rimasta così, abbandonata e tetra. Nel 2006 era stato dichiarato il fallimento della Briko (il concordato preventivo risale al 1997), la società produttrice di laterizi che per decenni ha operato in quella cava tra Nereto e Torano. Quando nei primi anni Novanta l’azienda spense per sempre i forni di cottura, l’occupazione locale subì un pesante colpo. Un intero indotto scomparve, allora. Oltre agli operai diversi autotrasportatori cessarono la loro attività. (a.d.p.)
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