Acqua a rischio, Azione Popolare denuncia l’ex giunta regionale

TERAMO. Il comitato Azione Popolare, che nei mesi scorsi ha raccolto oltre tremila firme in Abruzzo con lo scopo di arrivare a un referendum sulla permanenza o meno dei laboratori di fisica nucleare...
TERAMO. Il comitato Azione Popolare, che nei mesi scorsi ha raccolto oltre tremila firme in Abruzzo con lo scopo di arrivare a un referendum sulla permanenza o meno dei laboratori di fisica nucleare all’interno del Gran Sasso, ha presentato una denuncia-querela nei confronti dell’ex giunta regionale – quella retta da Giovanni Lolli in attesa delle elezioni dopo le dimissioni di Luciano D’Alfonso – per quanto riguarda la vicenda dell’acqua a rischio. «Nel gennaio scorso è stata approvata dalla Regione una delibera di giunta in cui si autorizzano i laboratori ad utilizzare le sostanze tossiche per gli esperimenti fino alla fine del 2020», spiega il medico teramano Elso Castelli, il promotore di Azione popolare, e continua: «Ci aspettiamo che questa delibera venga immediatamente revocata dall’attuale giunta regionale e che si faccia in modo che i laboratori blocchino tutte le attività inerenti le sostanze tossiche. Tecnicamente i laboratori sono già fermi», continua Castelli, «per noi però la Regione dovrà revocare la delibera della precedente giunta e bloccare le attività del laboratorio di fisica nucleare».
Il comitato Azione Popolare ha anche preso posizione, con un duro comunicato, contro la bozza di emendamento presentata dalla maggioranza di governo in Senato – da inserire nel cosiddetto decreto “Sblocca-cantieri” – che prevede la nomina di un commissario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. Secondo il comitato il Governo, derogando dal testo unico ambientale, intende «garantire la permanenza dei laboratori dentro la nostra acqua».(red.te)

