Acqua, a Teramo nel 2018 il record degli aumenti: +14%

23 Marzo 2019

Lo rivela uno studio di Cittadinanzattiva. Ma in provincia  le tariffe restano sotto la media regionale e nazionale

TERAMO. È di 426 euro la cifra spesa nel 2018 in Italia da una famiglia per la bolletta idrica, con un aumento del 2,9% (12 euro) rispetto al 2017. Grosseto e Siena si confermano i capoluoghi di provincia più cari, con una spesa media a famiglia di 753. Isernia resta ancora la più economica con 120. Incremento record a Teramo (+14,3%) e Gorizia (+14,2%). Toscana la regione con l'acqua più costosa (676), Molise con quella più economica (153). L’Abruzzo ha una spesa media a famiglia di 370 euro.
La fotografia emerge dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, che ha realizzato la XIV Indagine sui costi sostenuti da una famiglia (fino a tre componenti e con un consumo medio di 192 mc all'anno) per il servizio idrico integrato nel corso del 2018. Il primato negativo di Teramo nel 2018 è dovuto agli aumenti approvati un anno fa dall’Ato teramano rispetto alle tariffe del 2015, che erano rimaste bloccate per tre anni a causa di un contenzioso. Si trattava, è il caso di ricordarlo, di un aggiornamento che le società acquedottistiche sono chiamate periodicamente ad effettuare in relazione ai costi sostenuti e agli investimenti programmati per migliorare la qualità del servizio. In virtù di questo aumento Teramo non è più la provincia abruzzese più economica, com’era stata fino al 2017, perché la spesa a famiglia (342 euro) supera di un soffio quella di Pescara (341), ma resta in ogni caso nettamente sotto Chieti (374) e L’Aquila (422) e di quasi 100 euro sotto la media nazionale.
LA POLEMICA. Umberto D’Annuntiis, neo sottosegretario della Regione, ha attaccato il sindaco di Teramo per le sue posizioni sul Ruzzo, a suo avviso «non rispettose nei confronti degli altri sindaci, azionisti della società». Secondo D’Annuntiis «la data di marzo 2019 fissata per le transazioni tra Ruzzo e i Comuni soci, è nota a tutti i sindaci da almeno due anni, quindi da molto prima che D'Alberto si insediasse. L'accordo siglato tra Comune di Teramo e Ruzzo Reti altro non rappresenta che l'adesione anche del Comune capoluogo alla linea di buon senso indicata dall'attuale cda e condivisa dalla quasi totalità dei sindaci soci che, in questi giorni, stanno tutti procedendo alla conferma dei dati relativi ai debiti e crediti trasmessi dal Ruzzo e sottoscrivendo le transazioni. L'accordo siglato tra l'acquedotto e i Comuni prevederà il pagamento di oltre 16 milioni di euro ai Comuni in sei anni». (red.te)