Acqua, analisi e veleni: esposto sulle captazioni

6 Aprile 2017

Il Forum H2O rilancia la questione sicurezza dopo l’incidente di agosto «I controlli devono essere più serrati e su tutto ciò che usa l’Infn»

TERAMO. Ombre inquietanti quelle rappresentate dal Forum H2O e dalla Stazione ornitologica abruzzese nell’esposto presentato a tutti gli enti competenti e anche alle procure di Teramo e L'Aquila nonchè alla Corte dei Conti sulle captazioni dell'acqua del Gran Sasso.

Le associazioni hanno studiato tutta la corposa documentazione inerente all’ultimo incidente, e non solo: « sono emerse quelle che appaiono gravi irregolarità, omissioni, errori e inadempienze di tipo strutturale, gestionale e delle modalità di monitoraggio e controllo».I punti su cui si basa l’esposto, illustrati da Augusto De Sanctis del Forum ieri in una conferenza stampa, sono molteplici.

Intanto quelli relativi all’ultimo incidente che ha evidenziato la presenza di diclorometano nell’acqua di un pozzetto. «L'attività che ha comportato la contaminazione dell'acqua (pulizia di cristalli con l'uso del solvente) è stata avviata il 24 agosto, cioè», spiega l’ambientalista, «proprio quando lo spettrometro è andato in manutenzione. Il primo monitoraggio utile dell'Arta con riscontro della sostanza è avvenuto il 30 agosto (il precedente era del 16 agosto). Pertanto per una settimana il punto di prelievo non è stato monitorato dalla Asl. E l’acqua è finita nella rete». Con valori decisamente più bassi rispetto a quelli stabiliti dall’Oms, c’è da sottolinearlo. Ma, si chiede De Sanctis, visto che in queste situazioni si deve agire solo sulla prevenzione, se fosse accaduto per altre sostanze e in proporzioni maggiori, che sarebbe accaduto? «Facciamo notare che tra campionamento e rilascio del relativo referto analitico possono passare anche 24-36 ore», aggiunge, «senza contare che molte sostanze usate nel laboratorio non vengono proprio cercate nelle analisi fatte sia dall’Arta che dal Ruzzo»

Inoltre «l'Arta ha riscontrato presenza di diclorometano nei prelievi del 30 agosto e del 1° settembre. La Ruzzo Reti ha svolto monitoraggi con il proprio laboratorio il 29 agosto e in contemporanea con l'Arta il 1° settembre. La Ruzzo non ha mai riscontrato diclorometano. E visto che il laboratorio dell’Infn ha riscontrato seppur in punti diversi, il diclorometano, riteniamo che quello dell’Arta non possa essere un falso positivo».

In generale il Forum H2O sottolinea che c’è stato un grave difetto di comunicazione, ad esempio non è stata informata la prefettura dell’Aquila. «I laboratori hanno monitorato dal 1° settembre altri pozzetti e un punto in cui addirittura la falda è affiorante sotto il pavimento della sala A. Le concentrazioni di diclorometano sono risultate anche maggiori, fino a 11,783 microgrammi/litro. Non ci risultano comunicazioni sui superamenti dei limiti di legge in falda. Le acque sono state mandate a scarico, cioè nei corsi d'acqua. Non risulta che siano stati avvertiti gli organi di controllo, Parco nazionale compreso, nè che siano stati assicurati monitoraggi», dice De Sanctis, che parla anche del fatto che fra novembre e dicembre «con le acque a scarico, sono state riscontrate concentrazioni di cloroformio oltre i limiti di legge per le acque sotterranee. La fonte di questa contaminazione non è nota. Non ci pare che gli enti si siano preoccupati di capirne l'origine. Il cloroformio è tossico e probabilmente cancerogeno».

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