Acqua del Gran Sasso, Caputi scelto come nuovo commissario

30 Agosto 2023

L’ex dirigente regionale indicato dal ministro Salvini, succede a Gisonni il cui mandato è scaduto Il presidente Marsilio sollecita lo stanziamento di 60 milioni per completare il piano di intervento

TERAMO. Pierluigi Caputi è stato designato nuovo commissario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. Succede a Corrado Gisonni, il cui mandato è scaduto nelle scorse settimane. Gisonni era stato nominato dal secondo governo Conte nel 2019 e poi confermato dal governo Draghi.
È stato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini a comunicare al presidente della giunta regionale Marco Marsilio di aver indicato Caputi, 71enne ingegnere aquilano molto conosciuto già direttore della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara. Ora si attende il decreto della Presidenza del Consiglio di ministri. «Il presidente Marsilio, nel dare riscontro al ministro dell’avvenuta designazione, ha ringraziato l'ingegner Corrado Gisonni per l'ottimo lavoro svolto in questi tre anni, auspicando che la struttura commissariale - attualmente ferma dal 14 agosto essendo decaduto a quella data l'incarico del precedente commissario - torni al più presto operativa, assicurando continuità nell'importante azione di risanamento in corso, per la quale la Regione ha svolto e continuerà a svolgere una decisiva azione di promozione e sostegno», si legge in una nota della Regione, «il presidente Marsilio nel chiedere al Governo la celere definizione della procedura di nomina, che deve essere adesso perfezionata con Dpcm, è tornato a sollecitare al Mit lo stanziamento dei circa 60 milioni necessari a completare il quadro finanziario che permetterà la messa a gara del progetto e la soluzione di un problema di enormi dimensioni, che l'Abruzzo attende da tre decenni di vedere risolto».
Va detto che il ruolo di commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso esisterà almeno fino alla fine del 2025 così come stabilito dal Milleproroghe di gennaio che, oltre ad aver allungato di due anni e mezzo l’esistenza del commissario, ha previsto una spesa di funzionamento di 300mila euro per il 2024 e di 1,5 milioni per il 2025. L’opera di messa in sicurezza dell’acquifero prevede una spesa complessiva di 180 milioni di euro di cui ne sono stati già stanziati 120. Gisonni prevede un passaggio di consegne complesso e così commenta: «Sicuramente questo passaggio non potrà avvenire domani mattina».
A settembre, intanto, riprende il processo in corso sull’acqua del Gran Sasso. Nel procedimento, che vede dieci imputati tra i vertici dell’Istituto di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo, la Procura contesta i reati di inquinamento ambientale e getto pericolose di cose. Il processo è nato da un’inchiesta del 2017 che ha posto sotto la lente di ingrandimento di investigatori e inquirenti l’intero sistema Gran Sasso, evidenziando quella che la Procura ha definito come un permanente pericolo di inquinamento delle acque. (red.te.)
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