Acqua Gran Sasso indaga anche la Corte dei conti
TERAMO. La Corte dei Conti d'Abruzzo ha aperto un fascicolo sugli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, con un decreto di richiesta di informazione agli enti interessati...
TERAMO. La Corte dei Conti d'Abruzzo ha aperto un fascicolo sugli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, con un decreto di richiesta di informazione agli enti interessati sulle loro attività. Lo rendono noto la Stazione ornitologica abruzzese (Soa) e il Forum H2O ricordando che già ad aprile scorso avevano inviato alla Corte un esposto «per i fatti relativi al periodo agosto-dicembre 2016, per la contaminazione da diclorometano e cloroformio».
«Nell'esposto si faceva riferimento anche alle enormi cifre spese nel passato dal commissario governativo, con interventi che evidentemente si sono rivelati parziali e/o inefficaci. I successivi fatti di maggio 2017 hanno confermato le preoccupazioni», dicono le associazioni, «peraltro da tempo evidenti, circa la precarietà delle captazioni del Gran Sasso sia sul versante teramano sia su quello aquilano».
Le opere da 84 milioni di euro, realizzate tra il 2004 e il 2006, sono state illustrate nella relazione conclusiva stilata all'epoca dal commissario Angelo Balducci. L'obiettivo, esplicitato nel documento, di isolare le zone destinate alle attività ricerca dalla falda fu realizzato con l'impermeabilizzazione delle tre sale dei laboratori con un esborso di circa 7 milioni. Lo stesso tipo d'intervento fu previsto lungo il tracciato autostradale, sotto il quale scorre la condotta di raccolta delle acque captate ai lati delle gallerie e dei laboratori tramite aureole di fori drenanti utilizzati per la captazione. Per evitare il rischio di contatto con reflui inquinanti il piano del commissario avviò anche il rafforzamento dei sistemi di scarico. Agli interventi di tipo idraulico e ambientale di impermeabilizzazione, drenaggio e monitoraggio venne destinata la parte più consistente della spesa che risultò di poco superiore ai 22,3 milioni di euro. I laboratori e le vasche in cui confluisce l'acqua potabile, inoltre, sono stati dotati di apparecchiature di rilevamento di sostanze inquinanti.

