Acqua, maxibollette nei condomini Da Roseto parte una “class action”

2 Febbraio 2016

Protesta un gruppo di amministratori di stabili contro i costi ritenuti ingiustificati e discriminatori Del caso si occupa la trasmissione “Mi manda Rai Tre” che ieri ha effettuato le riprese in città

ROSETO. Parte da Roseto una class-action contro le tariffe stellari applicate dall’acquedotto del Ruzzo ai condomini dotati di contatore centralizzato. L’argomento è stato oggetto di una protesta da parte di un gruppo di amministratori di condomini rosetani (Amedeo D’Emilio, Roberto Ginoble, Giovanni De Lauretis, Vincenzo Borrelli, Loredana Petitta) i quali ieri mattina hanno rilasciato una lunga intervista a Stefania Cappa, una giornalista della redazione di “Mi manda Rai3” giunta a Roseto con una troupe, che andrà in onda domattina alle 10 nel corso della trasmissione condotta in studio da Elsa Di Gati.

Pomo della discordia, gli aumenti applicati dal consorzio acquedottistico teramano, giudicati pesanti dagli addetti ai lavori, a causa dei quali i residenti nei condomini si sono visti lievitare le tariffe di oltre il triplo. «Un condominio di circa 30 appartamenti», hanno spiegato gli amministratori, «si ritrova oggi a pagare circa 12mila euro di acqua, contro i 4mila di appena qualche anno fa, il che si ripercuote pesantemente su ogni singolo condomino, in molti casi anziani che abitano da soli».

La tesi di fondo è che non ci possano essere disparità per quanto riguarda il costo dell’acqua potabile, tra chi abita in una casa privata singola e chi invece risiede in condominio. Al momento, infatti, a Roseto accade che in un condominio dotato di contatore centralizzato gestito direttamente dal Ruzzo i residenti non riescono a rientrare nelle varie fasce di tariffe previste dallo stesso ente che fornisce l’acqua, e quindi sfumano anche le agevolazioni previste, proprio perché non è possibile stabilire il consumo per ciascuna famiglia.

Non solo. A ciascun condominio che rientra nella medesima categoria, cioè con un contatore centralizzato, viene applicata una quota fissa che però non viene contabilizzata una sola volta come sarebbe logico, bensì viene moltiplicata per ogni appartamento. Un’operazione che fa lievitare a dismisura i costi delle bollette, tanto da spingere il gruppo di amministratori condominiali a intraprendere una crociata nei confronti della società che fornisce acqua nel Teramano, con l’obiettivo di far valere i diritti dei propri assistiti, ma anche degli altri condomini che si trovano nella medesima situazione.

«Tutti gli utenti che usufruiscono del servizio dell’acquedotto sono uguali fra di loro, poiché consumatori finali», dicono ancora gli amministratori,«l’unica differenza dovrebbe essere solo per l’erogazione del servizio tra prima e seconda casa. Ad ogni modo sarebbe gradita una spiegazione da parte degli enti interessati, visto che tutte le nostre comunicazioni con richiesta di chiarimento sono rimaste inascoltate, in quanto nessuno si è degnato di darci una risposta»”. Che si tratti di una situazione anomala, come hanno sottolineato gli stessi amministratori, è dimostrato dal fatto che ad alcuni condomini realizzati di recente la quota fissa viene applicata una sola volta e non moltiplicata per ciascun appartamento come invece accade in altre palazzine.

«Per quanto ci riguarda siamo pronti a dare battaglia su questo argomento» concludono gli amministratori, «in quanto le nuove fatture sono davvero insostenibili per la maggior parte degli utenti, ai quali, peraltro, non siamo in grado di fornire spiegazioni plausibili circa il motivo di un aumento così pesante». Oltre alla riduzione degli importi contenuti nelle bollette, gli amministratori hanno anche intenzione di recuperare le somme pagate in più nel corso degli anni attraverso un’operazione retroattiva.

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA