Acqua, recapitate bollette già scadute L’Aca: «Niente mora»

16 Settembre 2016

ATRI. Arrivano bollette dell’acqua già scadute e scoppia la protesta ad Atri. Nei giorni scorsi in molti hanno temuto il distacco della fornitura idrica o, nel migliore dei casi, l’imposizione di...

ATRI. Arrivano bollette dell’acqua già scadute e scoppia la protesta ad Atri. Nei giorni scorsi in molti hanno temuto il distacco della fornitura idrica o, nel migliore dei casi, l’imposizione di interessi di mora per il ritardato pagamento. Un residente denuncia: «La scorsa settimana ho aperto la bolletta dell’acquedotto pescarese, ho estratto il bollettino di pagamento e ho visto che era già scaduto, così è successo ad altri condomini del mio stesso palazzo, abbiamo provato a contattare gli uffici dell’Aca per avere delle delucidazioni e chiedere se fossimo incorsi già in sanzioni».

Non sono tardate le risposte dell’azienda acquedottistica pescarese che in una nota pubblicata sul sito istituzionale del Comune ha scritto: «Informiamo che per motivi tecnici dovuti alla gestione delle consegne a mezzo posta, non dipendenti dalla nostra volontà, sono state effettuate delle consegne di bollette oltre la data di scadenza indicata nel documento. Aca provvederà ad effettuare le azioni del caso nei confronti della ditta incaricata nelle consegna della posta e a non computare nessuna spesa aggiuntiva verso gli utenti per detti ritardi. Pertanto si potrà provvedere al pagamento delle bollette pervenute in ritardo aggiungendo 30 giorni alla data di normale scadenza riportata e qualora per errore dovesse essere addebitato un importo a titolo di interessi moratori o spese di recupero non dovuto, preghiamo l’utente di recarsi presso i nostri sportelli per effettuare una rettifica della bolletta. Ci scusiamo vivamente per il disagio arrecato». C’è da dire che non è la prima volta che capitano tali inconvenienti. Tempo fa vi furono, non solo ad Atri, casi di bollette già scadute o di letture sovrastimate di utenze Enel servizio elettrico e di Eni gas. Anche in questi casi numerose furono le proteste, specie di anziani che dovevano chiamare i call center e numeri verdi per spiegare il problema e farsi fare rettifiche.

Domenico Forcella

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