Acqua sicura, Lolli consegna la delibera al procuratore

Il presidente vicario della Regione presenta ai magistrati l’atto di indirizzo messo a punto per eliminare i rischi
TERAMO. Il piano per l’acqua sicura arriva in Procura.
A portarcelo personalmente il presidente vicario della Regione Giovanni Lolli che ieri mattina ha incontrato il procuratore Antonio Guerriero e il sostituto Stefano Giovagnoni a cui ha consegnato la bozza di delibera che contiene quanto deciso dalla commissione tecnica per la gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso, stabilisce chi deve fare cosa, i soldi che servono (circa 172 milioni) e a chi chiederli. Ed è l’immagine di un ente che vuole raccogliere l’appello lanciato dall’autorità giudiziaria proprio sul caso acqua quella che passa nel gesto di consegnare al procuratore un atto di indirizzo. Perché nei mesi scorsi era stato proprio il capo della Procura, a chiusura della maxi inchiesta con dieci indagati tra Infn, Strada dei Parchi e Ruzzo, a scrivere una lettera a tutti gli enti (dal ministero della Salute a quello della Ricerca passando per quello delle Infrastrutture fino alle autorità locali) per segnalare «una serie di rilevanti criticità tali da esporre a pericolo di inquinamento le acque sotterranee del Gran Sasso, con preoccupanti possibili ripercussioni sui beni primari quali l’ambiente e la salute pubblica». Per anni magistrato di prima linea nella Terra dei fuochi, Guerriero aveva messo nero su bianco la realtà di un sistema fortemente a rischio richiamando gli enti a fare interventi per la tutela delle salute pubblica. «Per le situazioni penalmente rilevanti questo ufficio sta procedendo ai sensi di legge», aveva scritto «tuttavia accanto ad esse sussistono criticità di tipo strutturale che assumono rilievo sul piano amministrativo, tali da non poter essere risolte se non attraverso complessi ed articolati lavori e con un notevole stanziamento di fondi da parte degli enti preposti, aspetti questi non di competenza della Procura».
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